Sconfitti e contenti: “Tanti voti contro il governo”

Referendum
Un momento del flashmob in 22 città di tutta Italia degli "oil men" di Greenpeace sono entrati in azione per invitare gli italiani al partecipare al referendum sulle trivellazioni offshore del prossimo 17 aprile, 19 marzo 2016. ANSA/UFFICIO STAMPA GREENPEACE ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

Per le opposizioni politiche il 31% dei votanti «è lo zoccolo duro da cui partire per ottobre». Governatori e minoranza dem fanno quadrato

Gli sconfitti non si rassegnano. Leggono numeri e percentuali come vogliono e le proiettano sul domani con un ragionamento semplificato e irritante: «13 milioni di sì contro Renzi, ottimo punto di partenza». Come se chi è andato a votare domenica debba essere per forza un antirenziano e chi si è astenuto un renziano. I vincitori sono generosi: rilanciano sui temi ambientali sapendo bene di non sottovalutare quei tredici milioni di sì. In mezzo ci sono tante persone infastidite per aver confuso un tema serio come quelle dell’energia e dell’ambiente in un test pro o contro Renzi. Ma la politica non ammette pareggi. O si vince. O si perde. Poi magari è solo un parziale di una battaglia più lunga. Ma il conflitto del momento divide il campo tra vincitori e vinti. Senza appello. «Tra i primi non c’è il governo ma gli operai, i tecnici e gli ingeneri, quelle undicimila persone che se avesse vinto il sì avrebbero perso il posto di lavoro» ha detto il premier Renzi la notte scorsa ad urne chiuse.

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