Schizo-Sel: prima sfiducia Marino, poi è disponibile a collaborarci

Roma
Un momento della protesta nei confronti della Giunta Marino da parte dei gruppi "Noi con Salvini" all'esterno del Campidoglio, Roma, 23 giugno 2015.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Il partito di Vendola conferma l’atteggiamento ondivago tenuto negli ultimi due anni: prima scrive la mozione di sfiducia a Marino, poi si dice disponibile ad andare avanti

Il giorno dopo le traumatiche dimissioni di Ignazio Marino da sindaco di Roma, è il momento delle “rivendicazioni” politiche. In prima linea, in questo senso, si colloca Sel, partito che in questi due anni e mezzo si è contraddistinto per un atteggiamento ondivago nell’appoggio a Marino. Prima in giunta, con il ruolo di spicco del vicesindaco Luigi Nieri, poi l’appoggio esterno con la nascita del Marino-bis, dopo le dimissioni dello stesso Nieri.

Oggi, nel giorno in cui le dimissioni di Marino vengono formalizzate (avrà tempo fino al 29 ottobre per confermarle o ritirarle), Sel conferma la sua naturale predisposizione alla schizofrenia politica. “Se Marino cambia rotta siamo disponibili ad andare avanti”, afferma il capogruppo in Campidoglio Gianluca Peciola. “Il sindaco Marino – aggiunge il segretario romano Paolo Cento – aveva suscitato tante speranze in noi di Sel, era il sindaco di rottura rispetto ai poteri forti della città. La crisi è iniziata quando Marino ha cominciato a farsi governare da un monocolore del Pd. Se la situazione cambia siamo disponibili a proseguire”.

Massimiliano Smeriglio, vice di Zingaretti alla regione Lazio, si concentra sul piano giudiziario: “Marino ristabilisca la sua posizione in merito alle questioni di legalità e trasparenza. Venga in Campidoglio a spiegare le sue ragioni e le sue eventuali proposte. Sel ascolterà con rigore e attenzione”.

Il vicesindaco dimissionario Marco Causi, prova a fare chiarezza: “Ieri il Pd e Sel, le due principali forze politiche che garantiscono la maggioranza in Assemblea capitolina, hanno steso una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco. E’ stato questo documento a portare Ignazio Marino, molto correttamente, a prendere atto di non avere più la maggioranza. Non credo che le condizioni che hanno determinato quest’atto di sfiducia possano cambiare nei prossimi giorni”.

Come può una forza politica scrivere una mozione di sfiducia che, di fatto, costringe il sindaco alle dimissioni, affermare il giorno dopo che nei prossimi giorni si potrebbero venire a creare le condizioni per sostenere quello stesso sindaco?

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