Sindaca leghista sposa una coppia gay, ora rischia l’espulsione

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La sindaca eletta con il Carroccio ha contravvenuto alle linea della Lega sulle Unioni civili e ora rischia l’espulsione dal partito di Salvini

Per Maria Scardellato, da 4 mesi primo cittadino del comune trevigiano di Oderzo, è stato tutto normale visto che ha fatto esattamente quello che aveva promesso in campagna elettorale. Ma per il suo partito non è così e ora rischia addirittura l’espulsione.

All’origine dello scontro in casa del Carroccio l’unione civile celebrata dal primo cittadino lunedì tra Pasquale Nigro, acconciatore, e Andrea Sara, titolare di un B&B, che da più di dieci anni costituiscono una coppia. La Scardellato ha semplicemente onorato un dovere previsto dalla legge sulle unioni civili, che però la Lega non può tollerare. Figuriamoci: un sindaco leghista che sposa due uomini nel cuore del Veneto, zoccolo duro del carroccio più verace? Mai.

“La Lega ha principi chiari e una linea precisa. – ha attaccato il segretario regionale Gianantonio Da Re – In Veneto c’è un solo sindaco leghista che è andato contro la linea di partito. Poteva evitarlo”. Ancora più severo il commento del segretario provinciale Dimitri Coin, che addirittura minaccia provvedimenti nei confronti del sindaco ribelle. “Maria Scardellato si pone fuori dal partito – ha dichiarato al Corriere del Veneto – Ci saranno delle ripercussioni, sicuramente, perché il partito è più importante del singolo sindaco”.

Per la Lega una linea condivisa per superare la contraddizione tra il rispetto della legge e la rigida coerenza ideologica c’era: registrano i funzionari, non i militanti, tanto meno il sindaco. Così come è accaduto di recente anche a Quinto di Treviso. “Così doveva fare anche il sindaco di Oderzo – ha aggiunto Coin – Le ho telefonato qualche giorno fa, era avvisata, ma non ha mutato posizione”. E ora minaccia ritorsioni, perfino l’espulsione: “Tutto può succedere. Comodo prendere i voti con la Lega e poi non fare quello che l’elettore si aspetta. Se l’avessi saputo non le avrei dato il simbolo. Per me il caso è già chiuso, da adesso in poi farò riferimento al vicesindaco Michele Sarri”.

Il caso Oderzo ha scalato tutta la gerarchia leghista e ha raggiunto anche il comandante in capo, Matteo Salvini, che a Radio Capital ha detto la sua sulla sindaca:”Sicuramente – ha ribadito il leader leghista – il primo cittadino non è in linea con quello che fanno tutti i sindaci della Lega e del movimento, che delegano ad altri la scelta di applicare una legge sbagliata. Una legge che è l’anticamera delle adozioni gay (sulle quali la Scardellato ha ribadito la sua contrarieta, ndr.). La nostra linea è che dove c’è adozione gay, utero in affitto, bambino in vendita non c’è la Lega. Quindi se la sindaca scientemente si è prestata a questo giochino sicuramente ha poco a che fare con la Lega. E’ pieno di dipendenti del comune e gente che si entusiasma per queste cose, potevano occuparsene loro”.

A difesa di Maria Scardellato si schiera la senatrice del Pd Monica Cirinnà, prima firmataria della storica legge sulle unioni civili, e le due colleghe Laura Puppato e Rosanna Filippin. “Con la vicenda della sindaca di Oderzo la Lega ha passato la misura – scrivono le senatrici dem in una nota -. E’ gravissimo che un partito politico non solo dichiari esplicitamente di non voler rispettare una normativa dello Stato, ma imponga agli amministratori eletti con le proprie liste di porsi al di fuori della legge. Sottoponiamo il caso al ministero dell’Interno con un’interrogazione parlamentare”.

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