Scambio di accuse per i raid in Siria. Ecco perché Washington critica Mosca

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Un frame tratto da un video degli attacchi aerei in Siria della Russia contro obiettivi dell'Isis, Roma, 30 settembre 2015. ANSA/RT ARABIC ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

I raid aerei di ieri, secondo gli Stati Uniti, non avrebbero colpito i terroristi ma i ribelli contrari al regime di Assad

La Russia ieri ha avviato i suoi bombardamenti in Siria, a nord di Homs. Come previsto e come deliberato dal parlamento russo che aveva dato il via libera, all’unanimità, all’intervento militare. Le polemiche di queste ore, però, sono dovute alla natura di questi attacchi.

Giusto qualche giorno fa Putin, in occasione della sua visita all’assemblea generale delle Nazioni Unite, aveva detto che la Russia sarebbe stata disponibile a missioni comuni con l’Onu per il contrasto ai terroristi dell’Isis. Ciò che gli viene contestato in queste ore è invece che gli obiettivi oggetto dei raid aerei avviati ieri non sono affatto i terroristi. Secondo il segretario alla Difesa americano Ash Carter,  “sembra che gli attacchi siano stati condotti in zone dove probabilmente non ci sono forze dell’Is”.
Affermazione negata oggi da Lavrov che ha definito tali voci completamente “infondate”. E non solo. Dopo un incontro a New York con John Kerry, Lavrov ha precisato che negli attacchi non sono stati feriti civili. “Noi non abbiamo dati di questo tipo”, ha dichiarato.

Vere o no. Le accuse su una presunta ambiguità da parte della Russia in Siria sono note da tempo. Il sostegno al governo di Bashar al-Assad pone Mosca in netta contrapposizione con Washington e con la strategia destinata ad annientare i terrosisti dello stato islamico.
Se l’Isis è il nemico comune di Russia, Siria e occidente, il regime di Assad pone Putin e Obama su posizioni inconciliabili. L’ipotesi che gli obiettivi dei raid russi potrebbero non aver colpito l’Isis, ma i ribelli contrari al presidente siriano, concentrati proprio nei territori vicino a Homs, mette in crisi le relazioni diplomatiche e la fragile intesa raggiunta pochi giorni fa.

Intanto, in un clima affatto disteso, a breve potrebbe essere organizzato un incontro dei vertici militari di Russia e Usa al fine di coordinare le operazioni in Siria ed evitare incidenti. L’incontro potrebbe già essere organizzato oggi, secondo quanto affermato da John Kerry nella conferenza stampa congiunta con Lavrov.

 

*il video mostra quello che per l’emittente Tablisi news sarebbe il luogo dell’impatto di alcuni dei missili russi sganciati ieri

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