Sbarchi e morti in mare: almeno 45 vittime, decine di dispersi

Immigrazione
A handout picture released by the European Union Naval Force - Mediterranean (Eunavformed) shows people asking for help after the overthrow of their migrant ship in Canal of Sicily off the Libyan coast, 25 May 2016.  ANSA/ EUNAVFORMED +++ NO SALES - EDITORIAL USE ONLY +++

Un barcone semiaffondato soccorso dalla nave Vega della Marina militare. Altre duemila persone salvate in 16 interventi

Sbarchi e soccorsi in mare si susseguono nel Canale di Sicilia, dove si è consumata un’altra tragedia. Un barcone stracarico di migranti è semiaffondato. Sul posto è intervenuta la nave Vega della Marina militare che ha salvato 135 persone. Quarantacinque, invece, i corpi recuperati, mentre si teme che i dispersi siano decine. Così come addirittura “un centinaio” – secondo alcune testimonianze, tutte da verificare – sarebbero le persone che mancano all’appello tra quelle del naufragio di ieri. Diciassette, ieri le operazioni di soccorso coordinate dalla centrale operativa di Roma delle Capitanerie di Porto: oltre 2.000 le persone tratte in salvo da mezzi della stessa Guardia costiera, della Marina Militare, di organizzazioni non governativa e di quattro rimorchiatori e un mercantile dirottati per i soccorsi.

Circa 1.900 persone erano a bordo di 16 gommoni, tutti soccorsi. Alcuni centinaia si trovavano invece sul barcone semiaffondato. Ieri le persone tratte in salvo erano state 4.000. E oggi rimorchiatore italiano Vos Thalassa con 900 migranti a bordo ha attraccato al porto di Catania. Ad accogliere le persone sbracate gli operatori della Croce rossa. Sono stati recuperati in mare in diverse operazioni di soccorso.

Il copione noto, che si ripete all’indomani dei naufragi con la Lega alza la voce e Salvini che teme “l’invasione” e chiede un incontro urgente al premier: “Di fronte alle 4.000 persone salvate ieri, ai morti annegati, agli oltre 40 mila sbarcati dall’inizio dell’anno non possiamo stare zitti e fermi. Vogliamo presentare le nostre proposte. Ci rifiutiamo di assistere a questo disastro in silenzio”.

Ma già prima che il leader del Carroccio parlasse, Renzi dal Giappone, dove ha partecipato alla conferenza conclusiva del G7 – da cui è arrivato un appello a dare una “risposta globale” a quella che e’ una “sfida globale” – ha invitato a tenere i nervi saldi: “Parlare al momento di emergenza è fuori luogo”, ha detto.

“Il Migration Compact va bene” ora “aspettiamo la fase di concretizzazione” per iniziare a lavorare con i primi paesi della fascia subshariana, interessati a lavorare con la Ue, come il Niger. Ma i migranti non giungono solo da quell’area e non giungono solo via mare, soprattutto da quando, come sottolinea il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, si è aperta la rotta Balcanica. E questo pone un quesito anche sotto il profilo della loro redistribuzione. Perchè “quando eravamo a 170 mila arrivi, nel 2014 e gli altri paesi a zero, la redistribuzione era a nostro vantaggio. Ma ora che ne sono arrivati tantissimi in Grecia, Ungheria, Austria non è neanche detto che saremo tra i paesi cedenti migranti con i ricollocamenti e non dovremmo invece prenderne”. Certo, “la risposta dell’Europa è lenta”, mentre terrorismo, scafisti, trafficanti “sono veloci”, osserva Alfano ed è soprattutto sul fronte dei rimpatri degli irregolari che “l’Ue rischia il collasso”.

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