Morti sospette in corsia: arrestati medico e infermiera. Intercettazioni choc

Cronaca
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Nelle intercettazioni dei due amanti di Saronno i deliri omicidi e il coinvolgimento del figlio dell’infermiera. Sono 5 le morte sospette su cui si indaga

“Non sai quanto le nostre menti omicide messe insieme siano così geniali”. E’ una delle frasi pronunciate dal figlio di Laura Taroni, l’infermiera arrestata insieme all’amante, medico ospedaliero, per l’omicidio del marito di lei. L’uomo è in carcere anche per 4 Morti sospette avvenute all’ospedale di Saronno. “Tua nonna non è possibile” gli replicava nelle intercettazioni dei carabinieri la madre. “A tua nonna e a tua zia non è semplice… A meno che non gli fai tagliare i fili dei freni a tua zia… Gli tiri l’olio dei freni”. (…) “Poi c’è tua zia Gabriella… Non sei abbastanza grande per poter… Non sei abbastanza grande!” incalzava la donna al figlio appena undicenne. I due, nelle intercettazioni raccolte nel corso delle indagini coordinate dalla procura di Busto Arsizio, continuano a scambiarsi opinioni su progetti violenti fino a quando la donna aggiunge ancora: “E poi cosa avresti fatto? – rivolgendosi sempre al figlio – Le avresti fatte sparire così? Non è così semplice, sono grosse! L’umido da noi passa solo una volta a settimana (…) non abbiamo più neanche i maiali”.

Vivevano tutti insieme in un’azienda agricola a Lomazzo, nel Comasco. Da una parte lei, Laura Taroni, l’infermiera arrestata insieme a Leonardo Cazzaniga, il medico suo amante, nell’ambito di un’indagine su almeno quattro ‘Morti sospette in corsia’, e dall’altra i parenti del defunto marito di lei, che in poco tempo hanno subito due lutti, quello dell’uomo (della cui morte gli amanti sono entrambi accusati) e dell’anziana madre di lui. I due villini si trovano uno a fianco all’altro. In quello, di tre piani, abitato dalla famiglia in cui si sono verificate le Morti, nessuno se la sente di parlare. L’altro edificio, su due livelli, con una parte ancora in costruzione e dal giardino incolto, è la casa dell’arrestata e dei suoi due bambini, ora temporaneamente in affido.

Il medico e l’infermiera sono stati arrestati con l’accusa di omicidio volontario. Almeno quattro i casi accertati per i quali la Procura ha spiccato mandato di arresto, anche se il numero delle Morti sospette potrebbe essere ben più alto e non sono esclusi ulteriori colpi di scena. L’accusa nei confronti del medico è emersa dopo che un’infermiera dell’ospedale, insospettitasi, nel 2011 aveva segnalato i suoi dubbi alle autorità ospedaliere. Ne era scaturita un’indagine interna, che di fatto però si era conclusa con l’archiviazione. Con questa motivazione: dai fatti contestati non era risultato un comportamento “grave a tal punto di segnalare la cosa all’autorità giudiziaria”.

Proprio per questo il caso per ora circoscritto al dottor Cazzaniga e alla sua infermiera-amante potrebbe estendersi ad altri esponenti dell’ospedale. Possibile che nessuno fosse a conoscenza del “protocollo Cazzaniga”, quando in realtà era sulla bocca se non di tutti almeno di molti?

Sono 14 (finora) le persone indagate in ambito ospedaliero, di cui 11 medici. Tra questi il primario del Pronto Soccorso di Saronno e due direttori sanitari, quello attuale e il suo predecessore. Gli indagati sono accusati a vario titolo di omessa denuncia e favoreggiamento personale, falso ideologico per aver certificato false patologie per convincere una delle vittime di una malattia inesistente.

Tuttavia le indagini dei carabinieri di Saronno (Varese), coordinate dalla Procura di Busto Arsizio, hanno portato alla luce una dinamica omicida che legittima l’ipotesi di eutanasia praticata in modo tanto scientifico quanto sistematico. Il medico aveva messo a punto un cocktail di farmaci (Morfina, Midazolam e altri potenti sedativi) in modo da uccidere in modo lento. Secondo l’accusa cominciava a somministrare i suoi cocktail letali ai pazienti ritenuti irreversibili fin dal loro arrivo al pronto soccorso.

A portare gli investigatori sulle sue tracce è stata la denuncia di un’infermiera che, dopo essersi detta stanca di essere maltrattata in ospedale, ha parlato di un medico “dalle strane procedure”. Così i carabinieri hanno iniziato a indagare sia in corsia che nella vita privata dell’anestesista. E hanno accertato che i due sarebbero responsabili della morte del marito di lei.

La donna si sarebbe convinta ad ucciderlo somministrandogli di nascosto farmaci che lo avrebbero portato ad una morte lenta. Il tutto dopo aver preso spunto dal “protocollo” del compagno, nel frattempo resosi responsabile della morte di almeno altre quattro anziani. Secondo i carabinieri, almeno quattro delle persone “curate” da Cazzaniga non sarebbero morte di lì a poco tempo senza l’intervento del cocktail di farmaci da lui preparati.

A finire così nel registro degli indagati per favoreggiamento e omessa denuncia, il primario del Reparto di Pronto Soccorso di Saronno, il direttore sanitario all’epoca dei fatti e l’ attuale direttore sanitario di Saronno, insieme ad altri tre medici. Accuse più pesanti invece, nei confronti di altri tre dottori, accusati di aver refertato diagnosi ritenute false al punto da indurre il marito dell’infermiera a credere di essere malato di diabete.

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