Sarkozy si ricandida. Ma la sfida questa volta sarà più dura

Francia
EPA/YOAN VALAT

Le sfide dell’ex presidente saranno il confronto con Juppé e l’elettorato francese

“Ho deciso di essere candidato all’elezione presidenziale del 2017. La Francia esige che le si dia tutto. Sento di avere la forza per portare avanti questa lotta in un momento così tormentato della nostra storia”. Con queste parole, pubblicate in quarta di copertina del suo libro Tout pour la France in uscita questo mercoledì, Nicolas Sarkozy ha finalmente sciolto la riserva ufficializzando la sua corsa alle presidenziali previste per il prossimo anno. Il ritorno in campo dell’ex presidente francese non è certo una notizia inattesa. Da mesi ormai l’annuncio era nell’aria, anticipato da alcune dichiarazioni rilasciate da fedelissimi come Christian Estrosi, presidente della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, che solamente pochi giorni fa ha dato il suo pieno sostegno allo storico amico, o l’ex ministro dell’Interno, Brice Hortefeux, che si è detto pronto a “partecipare al successo” del leader.

Prima di poter entrare nel vivo della campagna presidenziale, Sarkozy sarà costretto a superare l’ostacolo delle primarie del suo partito, Les Republicains, previste per il 20 e il 27 novembre. Molti i pretendenti allo scettro di leader di centrodestra: l’ex ministro dell’agricoltura Bruno Le Maire, la ex portavoce di Sarkozy, Nathalie Kosciusko-Morizet, e l’ex primo ministro François Fillon sono solo alcuni dei nomi più conosciuti.
Ma tra i tanti rivali con cui Sarkò si dovrà confrontare, Alain Juppé resta il principale nemico da battere. Attuale sindaco di Bordeaux ed ex primo ministro sotto il governo Chirac, Juppé per il momento viene dato come favorito dai sondaggi, con il 73% delle preferenze, mentre Sarkozy si attesta al 55%.

Quello tra i due leader sarà un duello basato su due modi diametralmente opposti di fare politica. Da una parte ci sarà la linea moderata e filo-europeista di Juppé, che tanto piace agli elettori di centro; dall’altra ci saranno i toni più accesi del suo rivale, che cercherà di accattivarsi le simpatie dei sostenitori del Front National con proposte più estreme.

Nella sua ultima fatica letteraria, che sembra essere in tutto e per tutto un manifesto programmatico, vengono enunciati cinque punti chiave: verità, libertà, competitività, autorità e identità. Al di là di questa dichiarazione di intenti, sarà il tema della sicurezza a giocare un ruolo chiave nella strategia politica di Sarkozy. Al fine di “ristabilire l’autorità dello Stato”, l’aspirante candidato ha già annunciato una serie di proposte che hanno fatto molto discutere, come il carcere preventivo per i sospetti jihadisti o la libertà da parte delle forze dell’ordine di poter effettuare perquisizioni a domicilio in qualsiasi ora della giornata.

A questo si aggiunge poi la volontà di “organizzare l’Islam” insieme agli imam francesi. Sempre nel libro si legge che “le formazioni degli imam dovranno essere strettamente inquadrate” e che la loro abilitazione avverrà “sotto il controllo del ministero dell’Interno”.

L’obiettivo è quello di costruire un nuovo centrodestra, che sappia arginare l’avanzata di Marine Le Pen, riuscendo al tempo stesso a rimediare all’inefficienza dimostrata dal governo di Hollande.

La vera sfida, però, sarà quella di convincere l’elettorato a votare un nuovo Sarkozy, diverso dal politico che nel 2012 perse contro colui che molto probabilmente verrà ricordato come il presidente più impopolare nella storia della quinta Repubblica.

Intanto, comincia a delinearsi l’agenda che lo vedrà impegnato nei prossimi giorni in una serie di appuntamenti in tutta la Francia. La massiccia presenza mediatica è da sempre uno dei marchi di fabbrica della sua campagna elettorale, tanto che molti giornali hanno rinominato questa tattica come la “strategia del rullo compressore”.

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