Sara, il titolo di Libero e la dignità perduta del giornalismo

Cronaca
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Ancora una volta propaganda e sensazionalismo superano di gran lunga l’etica e il pudore

CjxUuX5VAAUMo1xDove non è arrivata la politica, è riuscito il giornalismo – se così lo vogliamo chiamare – di Libero. La strumentalizzazione della brutale uccisione della povera Sara, per meri fini sensazionalistici e propagandistici, è quanto di più odioso e intollerabile si possa leggere su un giornale.

Il direttore del quotidiano d’area di centrodestra, Vittorio Feltri (che in questo mostra piena continuità con Maurizio Belpietro) ha infatti deciso di dare ampio spazio alle beghe locali di Venezia, Milano e Roma e ha incredibilmente collegato il tutto ad un sottotitolo agghiacciante, che qui non vogliamo neppure riscrivere.

Il risultato è vergognoso: un insulto e una sconfitta per tutti quelli che provano a fare questo mestiere con dignità. Quella dignità, quel pudore, quel minimo di etica che oggi, per chi ha deciso i titoli della prima pagina di Libero, sono andati perduti.

Fortunatamente sul web e non solo, il titolo non è passato inosservato e in tanti hanno mostrato il loro sdegno pubblicamente.

 

 

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