Sarà il Sud a mettere d’accordo il Pd

Legge di Stabilità
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Il governo rafforzerà la legge di stabilità inserendo nuove misure per il Sud

Il Partito democratico sta lavorando su alcune nuove misure a favore del Sud da inserire nella legge di stabilità. Sarà una soluzione forte, in grado di aiutare il meridione a cogliere nel migliore dei modi la ripresa in atto. Due le ipotesi sul tavolo: il credito d’imposta specifico per gli investimenti e la decontribuzione per le assunzioni. Le due misure, entrambe in grado di dare una scossa alle Regioni del Sud, sono state discusse nella riunione di oggi pomeriggio al Senato tra il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti e il sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta. Nel vertice è emerso chiaro l’orientamento condiviso di rafforzare le misure per il Mezzogiorno; oltretutto sarebbe anche un cambiamento utile a ricompattare il Partito democratico, visto che incontrerebbe di certo il favore della minoranza interna.

Nel frattempo, dopo le audizioni con le parti sociali e una fase di discussione, sulla legge di stabilità arrivano anche le prime votazioni. La commissione Bilancio di palazzo Madama comincia a votare il primo pacchetto di emendamenti, in “un clima positivo”, come sottolineano fonti Pd. Il primo ok è a un emendamento per ‘salvare’ i funzionari dell’Agenzia delle entrate retrocessi in seguito ad una decisione della magistratura: ora potranno mantenere il proprio trattamento economico, sebbene “a titolo individuale e in via provvisoria”.

Fa discutere invece l’emendamento presentato da Area Popolare che riguarda gli stabilimenti balneari: la proposta (appoggiata da Forza Italia) è di allungare di due anni la sanatoria prevista dalla legge di stabilità 2014, facendovi rientrare i procedimenti pendenti fino al 30 novembre di quest’anno. Una norma destinata a far discutere per il suo carattere, simile a un condono. Non si tratterebbe però di una maxi sanatoria, fanno sapere dai vertici di Ap, ma di salvare circa 200 soggetti sull’orlo del fallimento. Tuttavia il fatto politico sussiste: il Nuovo Centrodestra continua a farsi sentire imprimendo il proprio segno distintivo sulla manovra. Già nel primo pomeriggio, presentando gli emendamenti in una conferenza stampa, Angelino Alfano aveva in qualche modo messo in chiaro il proprio ruolo all’interno della maggioranza: “Al Pd vogliamo dire con grande chiarezza che questo è un governo di coalizione: sulle questioni di fondo – aveva aggiunto-, l’abolizione della tassa sulla prima casa e l’innalzamento del limite del contante non si torna indietro”.

Intanto, in attesa del giudizio della Commissione europea (previsto per lunedì prossimo), in un’intervista al Finacial Times il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan respinge al mittente l’ipotesi secondo cui il nostro Paese starebbe chiedendo più del dovuto a Bruxelles: “L’Italia – rassicura – non sta chiedendo troppo all’Ue in termini di flessibilità sui conti pubblici” e soffermandosi poi sulla questione dell’elevato debito pubblico italiano evidenzia: “Sì, il debito è alto, ma dal prossimo anno inizierà a scendere dopo otto anni di rialzi”.

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