Sanzioni ai medici e obbligo di vaccini: facciamo chiarezza

Sanità

“Riappropriamoci della cultura scientifica”: lo ha detto il ministro Lorenzin presentando le priorità del nuovo piano nazionale. Ecco cosa prevede

“Perché una bambina di 40 giorni muore per la pertosse? Perché il virus ha viaggiato attraverso persone non vaccinate e ha raggiunto una bambina troppo piccola per essere vaccinata”. Il triste caso avvenuto pochi giorni fa a Bologna è solo uno dei decessi avvenuti in Italia a causa di malattie che ormai dovrebbero essere scomparse dal Paese e che invece tornano all’ordine del giorno anche in Parlamento, come nel question time di oggi. A Montecitorio il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha ricordato il caso di cronaca ed è tornata sull’importanza di un nuovo piano nazionale del governo che punti a una maggior consapevolezza delle famiglie italiane sul tema: “Riappropriamoci della cultura scientifica“, ha detto.

Più vaccini e una campagna informativa per combattere leggende e falsi miti che ancora nel 2015 continuano a girare anche con l’aiuto di internet e social network. L’informazione sarà una delle priorità del programma del ministero della Salute con un nuovo piano di prevenzione vaccinale dopo che l’Istituto superiore di sanità ha diffuso i dati sulle vaccinazioni con tassi scesi al di sotto degli obiettivi minimi previsti. In particolare sono inferiori al 95% le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B, mentre le vaccinazioni contro il morbillo, la parotite e la rosolia sono scese all’86%. Dati che “descrivono una situazione che non può che destare preoccupazione” ha dichiarato Lorenzin, specificando che il piano nazionale è attualmente in discussione in commissione salute alla Conferenza delle Regioni.

Oltre a presentare i punti prioritari del programma nazionale, Lorenzin è tornata su alcuni temi che in questi giorni hanno fatto discutere: le sanzioni ai medici e l’allontanamento dei bambini non vaccinati dalle scuole. Ipotesi, ha chiarito il ministro, che non sono contenute nel piano nazionale.

Lo Stato infatti non può sanzionare medici e pediatri; è infatti competenza esclusiva dell’ordine dei medici “stabilire se e quando una mancata prestazione sanitaria possa tradursi in un comportamento deontologicamente non corretto”.

Sul divieto per i bambini non vaccinati di frequentare la scuola dell’obbligo, la normativa prevede, nei casi di mancata presentazione della certificazione comprovante l’avvenuta vaccinazione, che il dirigente scolastico comunichi entro cinque giorni il nominativo alla Asl di competenza la quale interviene per i tempestivi adempimenti.

Il sistema attuale è finalizzato, quindi, a far scattare l’allerta e a consentire alle Asl di intervenire senza però “pregiudicare il diritto all’istruzione dei bambini” proprio per evitare che i bambini stessi vengano doppiamente penalizzati” ha chiarito il ministro. Eventuali modifiche su questo tema spettano quindi al Parlamento.

Cosa prevede in estrema sintesi il nuovo piano per i vaccini:

– l’ampliamento dell’offerta vaccinale da parte del Servizio sanitario nazionale con l’obiettivo di recuperare la cultura delle vaccinazioni;

– l’adozione di un piano di comunicazione istituzionale con iniziative rivolte alla popolazione e alle scuole e alle università.

Il piano infatti comprende una campagna di “informazione dettagliata sui rischi delle complicanze delle malattie prevenibili con i vaccini e i benefici della vaccinazione – ha detto il ministro – e la condivisione dei contenuti sul tema nei programmi delle scuole e dei corsi universitari”.

 

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