Santoro torna in Rai con “Italia”, ecco alcuni momenti storici dei suoi 40 anni in tv

Televisione
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Va in onda la prima puntata di “Italia”, che promette “un linguaggio fondato su un realismo integrale, crudo e senza mediazioni”. Per l’occasione abbiamo ripescato alcuni tra i più accesi confronti televisivi tra il conduttore e i suoi ospiti

Una televisione “in conflitto con la dipendenza da YouTube e da Facebook” che non insegua “i modelli di MTV e Discovery Channel o delle televisioni a pagamento”. Attraverso una lettera pubblicata sulla pagina facebook di Servizio Pubblico, Michele Santoro illustra le coordinate lungo le quali si muoverà il suo nuovo programma, Italia, la cui prima puntata va in onda questa sera alle 21 e 05 su Raidue. “Stiamo tornando in Rai, sia pure per poche serate; ed è evidente che questa azienda è di fronte ad un bivio storico: o rinnova il concetto e l’offerta di servizio pubblico o apparirà come un inutile ferro vecchio” continua il conduttore. “Lasciatemi però dire che chi parla di nuovi editti bulgari dice enormi sciocchezze ed applica al presente schemi che appartengono ad un passato irripetibile. Oggi la vera dittatura da contrastare è quella delle multinazionali americane che ci hanno inglobato in un universo di consumo dal quale è diventato quasi impossibile sottrarsi”. Concetti chiari, da applicare sul campo, perché alla fine “sarete come sempre voi a decidere se vale la pena continuare su questa strada”, scrive il giornalista al suo pubblico.

Quella di Michele Santoro è una storia professionale lunga ormai quarant’anni, durante i quali è passato attraverso giornali e televisioni, e che è approdata anche in rete. “A questo proposito voglio ricordarvi che siamo stati i primi a mettere in relazione internet e televisione anche per offrire a chi ci seguiva attenzione e totale libertà di critica”, rivendica il conduttore nella sua missiva.

Spesso al centro di accese discussioni durante i suoi programmi, Santoro non è certo uno che si è tirato indietro dall’agone dialettico, dando vita negli ultimi anni ad alcuni memorabili scontri con personaggi politici e non solo. Ne abbiamo ripescati alcuni, reperibili in rete attraverso quel gran calderone della più recente memoria storica che prende il nome del sopracitato YouTube.

È marzo del 2001, Santoro è tornato in Rai dopo aver lavorato in Mediaset fino all’estate 1999, ed è autore e conduttore del programma Il Raggio Verde. Un’ora prima che vada in onda la trasmissione Silvio Berlusconi proibisce a tutti i membri della Casa delle Libertà di parteciparvi, adducendo come motivo del divieto la faziosità del talk show. Ma a metà trasmissione è lo stesso Cavaliere che telefona in diretta. Santoro fa notare all’imprenditore (che tre mesi più avanti sarebbe diventato per la seconda volta Primo Ministro) che se non avesse rimosso il vincolo di partecipazione non avrebbe potuto parlare in diretta. Il breve alterco che ne segue è rimasto negli annali televisivi.

A novembre del 2012 è Renato Brunetta ad affrontare Michele Santoro, il diverbio nasce sulla scorta di una domanda di Luisella Costamagna che innervosisce il politico: “È vero che è diventato professore non tramite concorso ma attraverso una sanatoria?”; Brunetta risponde impermalosito e quando il conduttore interviene per passare oltre la frittata ormai è fatta. Ne viene fuori una lite sottolineata da risate e schiamazzi del pubblico e dalla classica scarica di brevi frasi reiterate a mo’ di cantilena da parte dell’ex ministro. “È stato ministro ma dovrebbe tornare a scuola”, dice il presentatore al suo ospite quando la tenzone raggiunge la sua acme.

A gennaio del 2013 va in scena un’altra memorabile tappa dello scontro tra Santoro e Berlusconi. Questa volta il forte battibecco scaturisce in seguito alla lettura, da parte di Berlusconi, di una lettera in risposta all’invettiva che pochi istanti prima Travaglio aveva condotto contro di lui. Il cavaliere ottiene l’effetto di mandare il conduttore su tutte le furie e il successivo gesto di spolverare la sedia dove era seduto Travaglio, come se la stesse “decontaminando”, consente all’imprenditore di spostare il fuoco dell’attenzione mediatica dai contenuti alla forma: un colpo di cabaret che si rivela una potente arma di distrazione di massa.

Poco incline alla compiacenza, durante la sua carriera Michele Santoro non ha lesinato risposte critiche a suoi illustri colleghi giornalisti, come quelle rivolte a Bruno Vespa.  Ma anche con i suoi collaboratori, come Marco Travaglio, è capitato ci fossero scontri e divergenze di opinione molto nette. In questa occasione è il giornalista torinese ad abbandonare lo studio dopo un duro confronto con il conduttore.

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