Santoro: “Se torna il proporzionale mi sparo e buonanotte”

Referendum
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Michele Santoro in un’intervista a Libero chiarisce il suo pensiero sul referendum, sulla televisione e in particolare sulla Rai parlando anche del suo ultimo lavoro sui baby-camorristi “Robinù” che arriva nelle sale il 6-7 dicembre

“Questo referendum non mi piace, per riformare la Costituzione avrei voluto una nuova assemblea costituente su base proporzionale. Non è sufficiente dire che, siccome Berlusconi si è sfilato a metà via, non era più necessario cercare il consenso”, ma “conservo una posizione terza. Sicuramente andrò a votare, ma magari farò scheda bianca, anche l’astensione ha un suo profilo politico”.

Michele Santoro in un’intervista a Libero chiarisce il suo pensiero sul referendum (anche se non dice come voterà), sulla televisione e in particolare sulla Rai parlando anche del suo ultimo lavoro sui baby-camorristi “Robinù” che arriva nelle sale il 6-7 dicembre.

Non è vero che non sapremo cosa accadrà dopo il referendum, spiega il conduttore: “se vince il Sì, Renzi si rafforza e conosciamo tutti il modo in cui affronta i problemi”, anche se “non sono d’accordo con chi lo accusa di fare solo una politica votata alla ricerca del consenso. Io penso ce la metta tutta”, ma “non basta”. Lo scenario in caso di vittoria del No, invece, è preoccupante dal punto di vista economico “le conseguenze negative sono ovvie. Se vince il No, inoltre dal punto di vista politico “lo scenario diventa molto più confuso” e  se si torna al proporzionale  e alla coalizione Renzi-Berlusconi “io mi sparo e buonanotte – dice il giornalista – Ho sempre combattuto proporzionale e preferenze perché per me agevolavano la mafia”.

Santoro spiega “noi non siamo gli Usa, tanto solidi da potersi permettere Trump, e non siamo neppure la Gran Bretagna, che forse riuscirà ad assorbire perfino la Brexit. Noi siamo l’anello debole d’Europa”.

Il giornalista poi rilascia alcuni giudizi. Pier Luigi Bersani: “trovo ipocrita la sua bonomia” quando dice che se vince il No non accade nulla, “è insopportabile” e Massimo D’Alema per cui “ormai è più facile avere successo come vignaiolo che come politico”. Entrambi “sono ciechi: non capiscono che la crisi che ha investito le socialdemocrazie è senza ritorno”. Oggi la nuova via è “la partecipazione dei cittadini”, la gestione politica verticale è “il limite di Matteo Renzi e se perderà perderà per questo. E mi dispiacerà, perché come dice Berlusconi, Renzi è l’unico leader che l’Italia ha”. Un limite è anche “tenere il Paese ostaggio del referendum per mesi” aprendo un “uno contro tutti”, che “è straordinario dal punto di vista energetico. Però un leader deve anche governare un gruppo dirigente e un partito con varie anime”. Su Berlusconi: “Non l’ha ammazzato nessuno – afferma Santoro – ha 80 anni e ancora rompe le scatole. Gli auguro lunga vita, umanamente mi è sempre stato simpatico. E credo che la cosa sia reciproca … ma bisogna stare attenti, lui è capace di ammazzarti mentre ti sorride”. Quanto al futuro, “lui sogna di essere riabilitato prima dalla giustizia europea e poi dal premier. A quel punto potrebbe addirittura passare il testimone, ma solo a Renzi, beninteso”. Infine l’ascesa del Movimento 5 Stelle: tutti hanno “lavorato per Grillo” lanciando M5S, fino ad allora “movimento di protesta residuale”.

Sulla Tv Santoro propone la sua ricetta: “La Rai deve essere una forza che traina gli altri; per questo c’è il servizio pubblico, per fare quello che gli altri non fanno”. Bisogna darla “ai più capaci e tornare a fare progetti”, altrimenti “tanto vale privatizzarla”. Servono autori veri, “quella degli autori è la qualifica più abusata della tv. Ormai sono in centinaia a definirsi tali, ma per me sono come i parcheggiatori abusivi, gestiscono spazi per i quali non hanno le carte in regola”. Si deve “ricostruire la seconda serata: Chiambretti, Arbore, Lerner, Minoli, siamo tutti nati là. Era un laboratorio”.

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