“Sanders vinceva”: Bersani gioca la lezione americana contro Renzi

Usa2016
Pier Luigi Bersani durante l'assemblea della Sinistra Riformista Pd, Roma, 23 giugno 2016. ANSA/ANGELO CARCONI

“La sinistra esca dalla retorica blairiana e tiri su le proprie bandiere”

La lezione del voto americano fornisce a Pier Luigi Bersani nuove ragioni di battaglia contro la linea di Matteo Renzi. In questa frase c’è tutto: “Bernie Sanders non avrebbe perso, ci scommetto”. Altro che blairismo: basta, dice l’ex segretario del Pd, occorre che la sinistra ritorni a fare la sinistra.

Mentre nel Pd si affaccia anche l’idea diametralmente opposta, con il presidente della Regione Emilia Bonaccini che critica lo spostamento a sinistra (di Hillary-ndr), Bersani alla Camera torna a suggerire una linea molto più netta.

Bisognerebbe metter tutti e due i piedi nel disagio, aprire le orecchie: continuare a dire che il problema è Bersani è assurdo. Io dico che la gente va via e loro dicono che è un problema psicanalitico. Arriveranno a dire che il problema è psichiatrico”, dice l’ex ministro ai cronisti.

“La gente ha bisogno di essere difesa, parliamo dei problemi della gente non di altro. La sinistra deve proteggere, basta con questo fru fru, c’è troppa precarietà. Non si può stare con l’establishment tutti i santi giorni, bisognerebbe andare nelle periferie. Se corrono cattivi pensieri nelle periferie ci svegliamo e ci troviamo dei guai”, ha detto ancora.

E quindi? Ecco la ricetta bersaniana: “La sinistra dovrebbe alzare le sue bandiere, così potrebbe vincere. La sinistra ha nel suo dna una risposta di protezione. Chi ha di più deve dare di più, questo mondo così non ci piace. Bisogna uscire dal trip degli anni Novanta“.

Qui arriva l’atterraggio sul referendum: “Aver fatto di questo appuntamento il giudizio di Dio è fuori dalla realtà. Il centrosinistra si dia una mossa, esca dalla retorica blairiana e tiri su le sue bandiere. Bersani non è un problema. Io sono preoccupato perché ci dormiamo su dando  occasioni alla destra”, è la conclusione.

Vedi anche

Altri articoli