Salvini, guarda questa foto

Immigrazione
migranti in acqua

Noi siamo esattamente dalla parte opposta, con il Paese che salva e salverà tutti quelli che possiamo salvare perché prima degli interessi politici vengono i bambini, le donne e gli uomini, e il Mediterraneo è già la più grande tomba dell’umanità.

Respingere i migranti è sempre “un atto di guerra, si chiama violenza, è uccidere”. Parole sante di Papa Francesco, che ieri ha rinnovato l’invito alla pietas per chi fugge non solo dalla povertà ma da atrocità e orrori inimmaginabili. Aveva negli occhi, il Pontefice, i disperati dei boat people in fuga dal Myanmar e respinti in pieno Oceano.

E indovinate chi si è sentito chiamato in causa dal bagnasciuga dell’Adriatico? Matteo Salvini, dal riflesso pavloviano ormai su scala planetaria. “Respingere i clandestini un crimine? No, un dovere”, ha argomentato, senza vergogna, il leader della Lega Nord, cioè del vecchio che è avanzato dopo un ventennio di governi di centrodestra, che di giorno trasformavano l’Italia in un colabrodo di ingressi clandestini e di notte firmavano accordi europei che hanno inchiodato l’Italia all’emergenza nella gestione dei flussi, e mortificato l’Europa.

A lui, e ad altri come lui, lasciamo le sparate sull’effetto panico, malattie, epidemie, e gli insulti contro sindaci, prefetti, forze dell’ordine, volontari, e immaginare l’Italia accampamento di tribù ostili. Noi siamo esattamente dalla parte opposta, con il Paese che salva e salverà tutti quelli che possiamo salvare perché prima degli interessi politici vengono i bambini, le donne e gli uomini, e il Mediterraneo è già la più grande tomba dell’umanità.

Guardala bene allora questa foto, Salvini, prima di twittare.

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