Salvini e la sua vecchia ossessione del pedaggio sul Gra

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Il leader della Lega smentisce di voler far pagare il pedaggio sul Gra eppure la proposta era stata lanciata proprio da lui qualche anno fa

“Mi fanno pena quei candidati che in carenza di proposte per la città di Roma arrivano a stravolgere il senso delle mie dichiarazioni. Poveretti. A scanso di equivoci o strumentalizzazioni, però, lo scrivo nero su bianco: non è pensabile far pagare il pedaggio Gra ai romani”. Matteo Salvini chiude ogni polemica sull’ipotesi a lui attribuita, che nella giornata di ieri circolava nella Capitale e che aveva fatto sobbalzare tutti sulla sedia.

Come spesso accade, il leader leghista evidentemente era stato frainteso e le sue parole strumentalizzate – secondo lui – per arrecare danni alla sua candidata a sindaco Giorgia Meloni, alla quale in molti avevano chiesto immediate spiegazioni.

Eppure il leader leghista non è nuovo a questo tipo di esternazioni: nel 2013 infatti il leader del Carroccio, via Facebook, si domandava: “con tutto il rispetto per gli amici romani, è giusto che sul Grande raccordo anulare di Roma, 68 kilometri di strada, 58 milioni di utenti all’anno si viaggi gratis?”. Nel mirino anche altre realtà del Sud: “A Roma si lamentano che ‘stanno sempre in coda’ sul grande raccordo anulare, in Campania dei disagi sulla Salerno-Reggio Calabria, e quindi è giusto che, come sempre si continui a non pagare niente. Bella roba. Invece sulla Torino-Venezia non si sta mai in coda. Solo che da noi si paga, altrove èaggggratis. Indipendenza, da Roma e da Bruxelles”.

E non si era fermato ad esprimere una opinione ma con la Lega aveva anche depositato un emendamento alla legge di stabilità che prevedeva il pagamento del pedaggio anche sulla tangenziale romana. Un ennesimo tentativo, dopo lo stop da parte della commissione Bilancio al Senato, che lo aveva dichiarato inammissibile.

Visti i precedenti, i dubbi sulla reale posizione di Salvini appaiono legittimi.

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