Salvate la compagna Taverna

M5S
Foto Fabio Cimaglia / LaPresse01-08-2014 RomaSenato - ddl Riforme CostituzionaliNella foto Paola TavernaPhoto Fabio Cimaglia / LaPresse01-08-2014 RomaSenate - Constitutional ReformsIn the photo Paola Taverna

Iniziato il processo alla pasionaria M5S. E viene sciolto il minidirettorio romano

E’ scattato il processo a Paola Taverna. Come sempre accade nelle tragedie, un capro espiatorio bisogna pur trovarlo, e la pasionaria di Cinque Stelle (secondo La Stampa definitia dal giro più stretto di deputati e assistenti di Di Maio «infame») è fortemente sospettata di aver “passato” informazioni preziose ai giornali. Principalmente, la mail pubblicata dal Messaggero che dimostra inequivocabilmente che Luigi Di Maio sapeva del Murarogate.

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Lai reagisce furibonda. “Allora ho già provveduto a far smentita pubblica a chi si è permesso di dire che sono stata io a passare sms e mail alla stampa e sono pronta a querelare chiunque lo affermi nuovamente! CHIAROOOO?”. In italiano la frase non pare correttissima (“far smentitapubblica a chi si è permesso..”) ma la sostanza è chiara: io non c’entro con il guaio di Di Maio. Il quale – ça va sans dire – ha segnato Paola sul libro nero.

Poi oggi si viene a sapere che il mitico minidirettorio romano (quello che doveva “aiutare” la Raggi), di cui Paola fa parte è sostanzialmente sciolto: lasciano lei, Castaldo e Perilli – di questi ultimi due non resterà gran traccia nella storia italiana – con la motivazione che “ormai l’attività amministrativa è partita” (!). Appunto, loro avrebbero dovuto esattamente collaborare con l’amministrazione Raggi una volta partita più che mollarla. Ma ci pensa Il Fatto a dar voce al malcontento (eufemismo) contro il minidirettorio: “Non era quello il mini-direttorio a cui pensava Casaleggio – ammettono ora i Cinque Stelle – se ci fosse ancora Gianroberto, tutto questo non sarebbe successo”. Detto fatto, minidirettorio addio.

Ma a parte questo è la posizione politica generale della Taverna che ha inquietato qualcuno. C’è chi la considera una pugnalatrice della sindaca, pur essendone stata amica, lei e il suo compagno Vignaroli. C’è chi le addebita l’ambizione di diventare la portabandiera del movimentismo a Cinquestelle “vero”, non quello dei politicanti alla Raggi o alla Di Maio ma quello “della prima ora”, puro, popolare, trasparente: ma guarda un po’ che pretesa!

E’ una contraddizione tipica di certi partiti o movimenti che a un certo punto scatti una dinamica di puri contro politici. Di onesti contro professionisti. In questo caso, Taverna contro tutti. Forse a questo punto  l’unica sarebbe che lei, invece di minacciare querele, parlasse chiaramente, prima che sia troppo tardi.

 

 

 

 

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