Renzi: “Serve una riforma del sistema creditizio”. E Visco rivendica l’azione di Bankitalia

Finanza
Un momento dellaa manifestazione di piccoli azionisti e obbligazionisti dei quattro istituti di credito interessati dal cosiddetto decreto "Salva-banche" insieme a parlamentari del M5S per protestare contro il provvedimento del governo che anticipa il bail-in, piazza Montecitorio, Roma, 6 Dicembre 2015. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Pronta una mediazione con l’Unione Europea: tutela per gli investimenti prima del 2014 e per titoli a basso rendimento

“La riforma del sistema del credito è quanto mai urgente, come abbiamo visto non solo nelle ultime ore ma nell’ultimo anno con la riforma delle popolari”. Matteo Renzi è intervenuto stamane all’Accademia dei Lincei sulla questione che sta infiammando il dibattito politico.

Il dramma del pensionato di Civitavecchia, Luigino D’Angelo, che si è tolto la vita dopo che le sue obbligazioni si erano rivelate carta straccia ha dato la stura a polemiche e strumentalizzazioni. Con il governo che si era detto favorevole alla isituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sui controlli sulle banche.

Oggi il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco riferendosi a queste tematiche ha detto che “le consideriamo con un impegno che è massimo, facendo il meglio ed essendo sicuri di aver fatto il meglio”.

Ecco un breve punto della vicenda.

Il decreto salvabanche, era scritto nei giochi, avrebbe rappresentato una patata bollente per il governo, ma c’è da dire con chiarezza che se non fosse intervenuto, i danni sarebbero stati peggiori. Inoltre secondo le nuove regole europee non è consentito concedere subito fondi per risarcire azionisti e obbligazionisti. Ora, però, si sta studiando un fondo di garanzia per risarcire in parte gli obbligazionisti delle quattro banche salvate dal governo che avevano meno carico di rischio e quindi “non avevano speculato”.  Dovranno però  essere separati chi è stato truffato da chi ha speculato, salvando i risparmi di chi ha investito prima del 2014 con la garanzia di un basso rischio.

L’operazione ancora al vaglio servirà per recuperare nelle vecchie gestioni delle banche una piccola parte di attivo per risarcire i piccoli azionisti. Il tutto partendo da un emendamento alla legge di stabilità. Matteo Renzi decide che è il momento di intervenire in prima persona su una vicenda che non solo porta strascichi polemici con Bruxelles, ma ora irrompe anche nella cronaca con la notizia (“da non strumentalizzare”) del suicidio di un pensionato che aveva perso i risparmi di una vita. Cosa che ha scatenato la polemica politica e l’accerchiamento del governo da parte delle opposizioni, anche quella di sinistra.

Innanzitutto – spiega Renzi – vanno aiutati i piccoli azionisti, che “sono vittime e non colpevoli perché spesso – ragionano nel Pd – erano costretti all’acquisto delle azioni da un sistema bancario che era strutturato in maniera malsana”  e intanto se da un lato il premier da un lato difende l’operazione di salvataggio delle banche, che ha salvato migliaia di correntisti e dipendenti, dall’altro ricorda a tutti le responsabilità di chi ha lasciato che si arrivasse a questo punto  e sottolinea che le regole Ue – avallate dal centrodestra di un Salvini “mai presente in Parlamento” – rendono “impossibile” intervenire per azionisti e obbligazionisti, mentre in passato si era permesso a Paesi come la Germania di largheggiare negli aiuti al sistema bancario.

Renzi non intende comunque andare alla battaglia con l’Ue e anche per questo attiva i canali della ‘diplomazia’, dichiarando in pubblico che l’Italia si manterrà nei limiti delle nuove regole europee. “Stiamo approfondendo un intervento ulteriore nella legge di stabilità“, dice Maria Elena Boschi. “Ci sono varie ipotesi”. La trattativa fra Roma e Bruxelles è in corso e il fondo non dovrebbe valere meno di 50 milioni di euro, ma c’è chi ipotizza che alla fine possa valere fino a cento.

La Banca d’Italia – anch’essa messa sotto tiro dalle opposizioni per la mancata vigilanza – ha compiuto varie ispezioni, cominciate già nel 2010, ben prima dei commissariamenti. Interventi per ridurre i rischi, aumentare le coperture, sanzioni per 8,5 milioni complessivi. E l’attenuante di aver avuto armi spuntate, riuscendo a ottenere solo di recente il potere di rimuovere con efficacia i vertici responsabili come chiedeva da tempo.

Sempre la Boschi infine ha voluto chiarire:: “Mio padre è stato vicepresidente” di Banca Etruria “per 8 mesi fino a quando il governo ha commissariato la banca: il governo non fa favoritismi o leggi personali”. “Mio padre è  una persona perbene, sento disagio” ma poi sottolinea “il nostro governo è intervenuto per evitare che quattro banche chiudessero, quindi che migliaia di dipendenti rimassero senza stipendi e che migliaia di correntisti perdessero i propri risparmi. Queste quattro banche avranno un futuro ridimensionato, però avranno un futuro con l’intervento del governo.noi abbiamo fatto quello che ritenevamo giusto e quello che potevamo fare nel quadro normativo”.

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