Salva-risparmi, precedenza ai più anziani e a chi ha subito grosse perdite

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La procedura è gratuita, solo i danneggiati potranno impugnare il «verdetto»

I risparmiatori più anziani e chi ha subito perdite più ingenti godrà di una corsia preferenziale per l’esame del suo ricorso. È una delle disposizioni più importanti del decreto che il governo sta mettendo a punto sul ricorso all’arbitrato dei risparmiatori traditi dalle 4 banche andate in dissesto a fine 2015. La «bozza» del testo, diffusa ieri dall’agenzia Ansa, prevede anche che le domande si potranno presentare entro 4 mesi dall’emanazione del provvedimento, e potranno essere inoltrate dai risparmiatori «ovvero i loro eredi o legatari». L’arbitrato sarà gratuito. Anche le risposte delle commissioni arbitrali hanno un termine.

Infatti il lodo dovrà essere pronunciato in massimo 120 giorni: 90 giorni da procedura ordinaria (ossia a partire dalla trasmissione degli atti al presidente del collegio da parte della Camera arbitrale), cui si potrà chiedere una sola proroga di altri 30 giorni se il collegio ritiene necessari ulteriori accertamenti. Il decreto dispone anche che il lodo vada deliberato «a maggioranza dei voti». La camera arbitrale che si dovrà occupare dei ricorsi dei risparmiatori delle 4 banche sarà formata da 12 collegi costituiti da un presidente, che dovrà essere un magistrato, e 4 membri scelti preferibilmente fra chi abbia già esperienza negli analoghi organi della Banca d’Italia e della Consob.

Le candidature si potranno avanzare all’Anac entro 30 giorni dalla pubblicazione del provvedimento. Alla Camera è demandato uno «scrutinio di regolarità» dei lodi. Il compito degli «arbitri» è definito in modo particolareggiato. Essi dovranno accertare se chi ha venduto ai risparmiatori delle 4 banche le obbligazioni subordinate ha rispettato gli obblighi previsti dalle norme sulla trasparenza e correttezza in materia finanziaria. È estesa al collegio anche la facoltà di accertare «ogni altro fatto rilevante per la determinazione della prestazione e la corresponsione dell’indennizzo». Se c’è accordo sul lodo arbitrale, l’indennizzo sarà più veloce. In caso di decisione consensuale, infatti, il testo prevede che la prestazione sia «eseguita in quanto possibile, per intero e con priorità temporale». In caso di impugnazione, invece, i maggiori importi pretesi vengono accantonati in attesa della pronuncia dell’Autorità giudiziaria.

Solo il risparmiatore ha la possibilità di impugnare, mentre il Fondo interbancario a tutela dei depositi dovrà comunque eseguire le decisioni delle camere arbitrali. «Il decreto salva banche, in questo momento, deve concentrarsi nella definizione dei criteri di risarcimento per quegli obbligazionisti che sono diventati investitori di rischio inconsapevoli – ha dichiarato il sottosegretario Enrico Zanetti – e dovrebbe sicuramente mettere anche in chiaro che per gli azionisti, se ci saranno possibilità di recupero dei crediti detoriati con degli incassi più positivi del previsto, spetti anche a loro una parte del residuo attivo che si formerà». L’esecutivo ha 90 giorni di tempo per il varo, a partire dal primo gennaio. Ma più volte fonti vicine al governo hanno lasciato trapelare la volontà di accelerare i tempi. È probabile che il decreto venga emanato a fine gennaio. Intanto arrivano buone notizie per il governo proprio da Bankitalia. Nel suo bollettino Via Nazionale «promuove» le politiche del gocverno, soprattutto sul fronte dell’occupazione. Il tasso di disoccupazione in Italia «è sceso all’11,4 per cento nel bimestre ottobre-novembre, il livello più basso dalla fine del 2012», si legge nel documento, che sottolinea che il ricorso sempre maggiore a contratti a tempo indeterminato «è riconducibile agli effetti degli sgravi contributivi e della nuova disciplina del licenziamento individuale prevista dal Jobs Act in vigore dai primi mesi del 2015».

Inoltre, continuano gli economisti di Bankitalia, gli investimenti finora di portata «modesta», potrebbero beneficiare di prospettive e condizioni «più favorevoli» e degli «effetti delle misure di stimolo introdotte dalla legge di stabilità». Altro vento favorevole, la dinamica dei prestiti al settore privato, che «si è rafforzata in autunno», con i finanziamenti alle imprese «cresciuti per la prima volta dopo quasi quattro anni», segnando a novembre un +1,5% su anno. Le uniche nubi sul cielo di via Nazionale le portano le turbolenze dei mercati «finanziari e valutari», in particolare per il rallentamento degli emergenti, vedi la Cina. Sull’economia italiana «restano rischi significativi, tra i quali sono molto rilevanti quelli associati al contesto internazionale», sottolinea palazzo Koch. Quasi una premoinizione della giornata nerissima per le Borse europee che ieri sono sprofondate: Piazza Affari chiude in rosso del 3,07%, Londra dell’1,97%, Francoforte del 2,54% e Parigi il 2,2%.

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