Salone del libro 2016, l’Arabia Saudita tenuta fuori

Cultura
Ali al-Nimr la cui condanna per decapitazione e crocifissione è stata annunciata da parte del governo dell'Arabia Saudita per aver partecipato da minorenne a una manifestazione contro il regime. ANSA/WEB ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

La decisione presa per stigmatizzare la condanna a morte di Ali Al Nimr

L’Arabia Saudita non sarà presente al salone del libro 2016, che si svolgerà dal 12 al 16 maggio del 2016. La decisione è stata presa oggi dal cda, ma era nell’aria da giorni. Sia il sindaco di Torino Piero Fassino che il presidente della regione Piemonte Sergio Chiamparino giorni fa avevano esortato il cda di riconsiderare l’invito al paese del Golfo dopo la condanna a morte di Ali Al Nimr.

Il fatto è noto, il giovane saudita è stato arrestato nel 2012 all’età di 17 anni per aver preso parte a una manifestazione nella provincia di Qatif. Il 27 maggio scorso il giovane è stato condannato a morte: sarà decapitato, poi crocifisso e infine lasciato esposto in piazza fino alla putrefazione. La notizia ha suscitato le proteste dell’Occidente, con Francia e Italia a guidare una mobilitazione mondiale per salvare Al Nimr. In Italia il nostro giornale ha lanciato una campagna social con l’hashtag #FreeNimr per sensibilizzare l’opinione pubblica. Le iniziative sono molteplici tra cui anche una petizione su change.org, ma l’Arabia Saudita non sembra voler tornare indietro sulla decisione presa.

Il paese saudita attraverso l’ambasciatore in Italia Rayed Krimly ha rivolto un appello all’Italia a non interferire negli “affari interni” del Paese e a non dare lezioni in tema di diritti umani. L’ambasciatore in una lettera aperta agli amici italiani spiega la decisione dell’Arabia Saudita di condannare a morte il giovane Al Nimr, che è stato dichiarato colpevole di 14 reati. Tra questi: molteplici aggressioni  armate contro mezzi della polizia, contro personale e stazioni di polizia con armi e bombe molotov, creazione di cellule terroristiche armate, protezione e assistenza offerta a terroristi ricercati, ripetute rapine a mano armata a danno di negozi e farmacie, nonché reiterati attacchi a proprietà private e pubbliche.

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