Salah Abdeslam inizia a parlare: “Ecco perché non mi sono fatto esplodere”

Terrorismo
epa05220348 Paris attack suspect, Salah Abdeslam's lawyer, Belgian, Sven Mary speaks to the press after a meeting with his client at the Federal Police building in Brussels, Belgium, 19 March 2016 stating that Salah Abdeslam will oppose his extradition to France. Terror suspect Abdeslam was arrested after an anti-terror operation in Molenbeek, 18 March 2016. Salah Abdeslam, linked to last year's Paris terror attacks, was wounded in the leg in the operation in which shots were fired and grenades were thrown, as confirmed by the police to the Belgian media.  EPA/STEPHANIE LECOCQ

Nel primo interrogatorio il giovane terrorista si oppone all’estradizione in Francia, ma da Parigi accelerano i tempi: una risposta entro 60 giorni

Dopo il silenzio subito dopo l’arresto, avvenuto in quello stesso comune di Molenbeek dal quale era partito l’attacco a Parigi del 13 novembre scorso, Salah Abdeslam ha iniziato a parlare nell’interrogatorio di fronte ai magistrati di Bruxelles. Sven Mary, uno dei legali più noti in Belgio,che ha assunto la sua difesa, ha spiegato che il terrorista 26enne ha deciso di opporsi all’estradizione in Francia, dopo la richiesta che era già stata annunciata da Parigi, ma vuole comunque collaborare con i giudici, che lo hanno incriminato per “omicidi di matrice terrorista e partecipazione alle attività di un gruppo terroristico”.

D’Oltralpe, però, non vogliono perdere altro tempo e, per accelerare il trasferimento di Abdeslam a Parigi, hanno fatto scattare un nuovo mandato di cattura europeo. “Il rifiuto della persona coinvolta di essere consegnato alle autorità straniere non è un ostacolo all’esecuzione della consegna”, ha spiegato il ministro della Giustizia francese. Ora le autorità belghe hanno 60 giorni di tempo a partire dall’arresto di ieri per comunicare la propria decisione definitiva ai colleghi francesi, che possono diventare al massimo 90 in caso di ricorso davanti alla massima giurisdizione.

Tra le prime cose che Abdeslam ha spiegato nell’interrogatorio ci sarebbe anche il motivo per cui non si è fatto saltare in aria a Parigi (il suo obiettivo sarebbe stato lo Stade de France, secondo quanto rivelano i media francesi), decisione che lo ha visto in questi mesi non solo braccato dalle forze dell’ordine, ma anche – si sospetta – ricercato dai referenti dell’Isis. Il loro timore, infatti, era che prima o poi Abdeslam iniziasse a collaborare e a rivelare i segreti dell’organizzazione. Cosa che starebbe effettivamente iniziando a fare, iniziando proprio dall’aver riconosciuto la propria presenza nella Capitale francese in quella serata di terrore.

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