Sala: “Vinco al primo turno. Il primo invito? A Khan”

Amministrative
Il candidato a sindaco Beppe Sala al Teatro Burri nel parco Sempione per presentare 'Milano Guarda Avanti, Milano, 7 maggio 2016.  ANSA/MOURAD BALTI TOUATI

Il programma del candidato di centrosinistra: «Li asfalteremo con la concretezza». Londra un esempio: «Un sms al sindaco, noi aperti al mondo»

«Vinceremo al primo turno, questo deve essere il nostro impegno, sarà difficile ma di cose difficili ne abbiamo fatte tante». Beppe Sala chiama a raccolta i sostenitori, riuniti al parco Sempione per la presentazione del programma, in vista dell’ultimo mese di campagna elettorale. Quello che potrebbe fare la differenza. I sondaggi da tempo segnalano un testa a testa tra lui e il candidato del centrodestra Stefano Parisi, una nuova rilevazione lo conferma mentre un’altra attribuisce uno 0,7% in più a Parisi. «Ogni giorno ogni ora», secondo lo slogan di Mr.Expo, diventano allora determinanti. E l’elezione del primo sindaco musulmano di Londra un’occasione per riflettere sul tipo di città che Milano vuole essere: «Ho mandato un sms a Mr.Khan – rivela dal palco il candidato del centrosinistra – se divento sindaco sarà il primo che vorrò qui: da noi potrà avere piena ospitalità perché non ci guardiamo l’ombelico, guardiamo al mondo». Il termine di paragone implicito è la coalizione di centrodestra, guidata da Parisi ma «ostaggio» -accusano gli avversari – della Lega e delle barriere di cui vuole circondarsi. «Non è il tema centrale della città, ma chiedersi ancora se si debba fare o meno una moschea mentre il figlio di un autista pachistano diventa primo cittadino di Londra è deprimente, è uno schiaffo a Milano – -accusa allora Sala -, perché la città è già oltre». Una Milano aperta e capace di promuoversi sempre più a livello internazionale è allora uno dei tre temi su cui insisterà anche nelle prossime settimane, «con noi Milano diventerà una delle dieci città guida del mondo». È a Londra che guarda Mr.Expo, «per me è fonte di ispirazione», la parola d’ordine poi è «innovazione» e qui il candidato cita il premier Renzi, che «sta cercando di innovare il Paese e spesso incontra obiezioni pretestuose, perché chiunque prova a innovare in Italia, trova dei nemici. Io decido con la mia testa, ma su certe cose sono più che dalla sua parte». Proprio con Renzi, oggi a Milano, ci potrebbe essere un incontro lampo.

Le proposte
Vola insomma alto Mr.Expo, che promette di concentrarsi anche su sicurezza e tasse, temi sensibili in modo trasversale agli schieramenti. «Il centrodestra se lo sogna che lasciamo a loro il discorso sulla sicurezza, ma certo non la si fa solo con i presidi, nelle periferie dobbiamo portare attività», spiega Sala, mentre sul fronte tasse annuncia interventi «a modo nostro, dunque equi ma capaci di stimolare l’economia». Qualche indizio lo aveva dato poco prima sul palco Alessandro Santoro, docente dell’Università Bicocca e coordinatore del tavolo tematico su questi temi: «Abbiamo studiato gli strumenti per finanziare le nostre idee. Puntiamo a ridurre la pressione fiscale sui redditi bassi e a stimolare comportamenti virtuosi per la creazione di nuove imprese e posti di lavoro». Grande attenzione nel programma (ora sul sito beppesala.it) anche per la città metropolitane, come riconosce il sindaco di Sesto San Giovanni Monica Chittò: «Parisi su questa dimensione non dà garanzie, Sala è stato l’unico candidato a confrontarsi con noi primi cittadini della provincia, cosa fondamentale: l’inquinamento non si ferma ai confini amministrativi, e la crisi della Alstom sul nostro territorio ad esempio interessa anche cento famiglie milanesi». «Voglio vincere il 5 giugno», rilancia dunque Sala alla folla radunata al teatro Burri, «abbiamo la testa e il cuore per farlo. E li asfalteremo sulla concretezza, vedranno di cosa siamo capaci. Da noi non sentirete discorsi demagogici, il nostro programma è costruito dal basso, dalla dedizione di ognuno di voi». Tra le proposte ce n’è anche una attenta ai bisogni delle donne, «è dal loro stato di salute – ricorda la numero uno della lista arancione Daria Colombo – che si misura quello di una società». Se ne fa portatore l’assessore al Welfare di Pisapia e capolista Pd, Pierfrancesco Majorino: «A Milano vogliamo promuovere il primo reddito di maternità d’Italia, che vuol dire sostenere le nuove famiglie, ci abbiamo lavorato con la dottoressa Alessandra Kustermann (primario della clinica Mangiagalli, ndr). Perché noi siamo quelli che sui diritti civili vanno avanti. E con Sala possiamo fare un salto di qualità, per esaltare la bellezza di Milano- città vivacissima – anche sul fronte del welfare». Riflettori sempre accesi anche sulle periferie, «il mio orgoglio sarà metterci mano in modo radicale», assicura Sala. Ieri è stato anche il giorno in cui Parisi ha deciso di rispondere alle sue sollecitazioni pubblicando il proprio Unico 2014 (con un reddito di 390 mila euro). «Si parlava in realtà degli ultimi cinque anni – obietta Sala -, faccia questo sforzo: non sono io a chiederglielo, ma i milanesi»,

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