Sala? Una ricerca dimostra che deve tenere unita la coalizione

Amministrative
Il commissario Expo Giuseppe Sala a Milano in occasione dell'incontro "Expo Milano 2015: le ragioni del successo", 16 dicembre 2015. 
ANSA / MATTEO BAZZI

La ricerca dell’Università di Milano sulle primarie di domenica. Fasano: scelto perché sarà un buon sindaco, ma ora guardi a sinistra per non perdere voti

Più di centrosinistra che di sinistra e convinto che sarà un buon sindaco di Milano. L’elettore, o meglio il selettore (come dicono gli esperti) tipo che domenica ha scelto Giuseppe sala alle primarie di Milano corrisponde grosso modo a questo identikit. Almeno questa in sintesi (assai estrema per la verità) è l’istantanea che si può scattare dal corposo studio presentato ieri all’Università di Milano dai professori Luciano M. Fasano e Paolo Natale. Andando poi nel dettaglio si scopre che il presidente di Expo è andato forte soprattutto fra i liberi professionisti e i pensionati, ma sta sopra agli sfidanti (Balzani e Majorino) anche fra gli studenti e gli under 30.

Quanto poi al posizionamento politico di chi l’ha scelto (la cosiddetta autocollocazione) l’elettore di Sala è costituito in gran parte da chi si autodefinisce di centrosinistra, mentre ad esempio fra quelli che hanno scelto Majorino sono più numerosi coloro che si collocano a sinistra, una percentuale che per la Balzani è quasi pari.

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Ma in generale è tutto l’elettorato delle primarie che si sta evolvendo, spiega il professor Fasano, verso una collocazione di centrosinistra. “Siamo in una fase di trasformazione – sintetizza Fasano – che emerge anche dai gazebo di domenica dove abbiamo notato una netta crescita del voto utile”. Il che è una novità. Infatti nelle primarie tendenzialmente l’elettore
(che si sente più libero tanto la decisione finale avverrà alle elezioni vere e proprie) sceglie il candidato più vicino. Domenica  invece la quota di voto utile è stata molto alta, quasi il 33% degli elettori. Una percentuale mai vista, annota Fasano, “nel 2010 per la scelta di Pisapia era assai più bassa”.

E che ci dice che le primarie del centrosinistra sono state davvero le primarie di tutta la città e che chi Sala è stato premiato anche perché ritenuto il più efficace sia a vincere la sfida delle elezioni, sia, soprattutto a governare Milano. Tanto che Sala probabilmente avrebbe vinto anche se fra Balzani e Majorino uno si fosse fatto da parte visto che l’avrebbero votato il 51% degli elettori della Balzani e il 32% di quelli di Majorino. Ma anche questa medaglia ha il suo rovescio. Perché se Sala è attraente
per un elettore di centrosinistra e moderato (nella scala sinistra-destra da 1 a 10 gli elettori lo posizionano nella casella 5, esattamente a metà, mentre Balzani ad esempio sta fra il 3,5 e il 3,7 e il Pd viene messo al 4,4) che vede in lui un uomo di governo, potrebbe essere sentito come distante da quegli elettori che si collocano decisamente a sinistra. Anche perché stanno diminuendo gli elettori leali, cioè quelli che comunque si dicono certi che alle elezioni voteranno per il candidato uscito dalle primarie. Insomma ora il compito di Sala, secondo questa ricerca, dovrebbe essere quello di tenere unito il centrosinistra guardando alla sua sinistra (anche perché fra i moderati avrà la concorrenza del candidato delle destre Parisi) allontanando («come sta facendo» sottolinea Fasano) le diatribe politiche nazionali. «Come già per Pisapia anche per Sala vale molto lo spirito civico di Milano. Questo civismo è un suo valore aggiunto» consiglia Fasano che vede il pericolo più grande non in una divisione autolesionista come successo in Liguria, ma casomai in un aumento dell’astensionismo di sinistra. Un fenomeno che fin qui ha colpito soprattutto a destra.

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