Sala avanti nei sondaggi. Cuperlo: un ottimo sindaco

Amministrative
Il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina e l'ex ad di Expo Giuseppe Sala, attuale candidato sindaco di Milano per il centrosinistra, arrivano con Pietro Bussolati, segretario del Partito Democratico di Milano, alla presentazione del progetto per il dopo Expo "Human Technopole" Italia 2040, al Piccolo Teatro, Milano, 24 febbraio 2016.  ANSA/ MOURAD BALTI TOUATI

Due rilevazioni diverse: per Swg ampio vantaggio su Parisi, due punti in più secondo Pagnoncelli. L’ex Mr Expo: «Liste chiuse il 5 maggio, siamo al lavoro»

Nel giorno in cui Giuseppe Sala dedica la campagna elettorale alla visita delle periferie milanesi e incassa l’endorsement di Gianni Cuperlo – «Renzi ha fatto bene a spendersi per lui, può essere un ottimo sindaco» – due sondaggi fotografano in modo diverso la situazione del capoluogo lombardo. Secondo una rilevazione di Swg commissionata dal Pd sugli orientamenti di voto alle amministrative, il candidato del centrosinistra è in vantaggio e i Dem tengono. In particolare, il 44% dei voti del campione di andrebbero al centrosinistra, il 36% al centrodestra e il 15% al M5s. Sala incasserebbe tra il 43% e il 47% dei voti. Stefano Parisi, candidato del centrodestra – sostenuto da Forza Italia, Lega, FdI, e adesso anche Corrado Passera – otterrebbe tra il 32% e il 36%. Gianluca Corrado, del M5s, raggiungerebbe tra il 12% e il 16%.

Secondo invece un sondaggio di Nando Pagnoncelli, i due principali sfidanti sarebbero testa a testa: Sala al 38,8% (che salirebbe al 52% al ballottaggio) e Parisi al 37,1% (che salirebbe al 48% al secondo turno). Circa due punti di differenza e un quadro che la scelta di Passera di schierarsi già al primo turno con Parisi non ha modificato. Una situazione, dunque, fluida, che infatti Sala non commenta: «È anche molto presto. Passano le settimane e io mi rinfranco nella positività rispetto alla corsa. Vedo che il contenuto della nostra proposta c’è e la gente lo accetta bene. Vale più questo di tanti sondaggi».

Poi una stoccata all’imprenditore rivale: «La Lega di Salvini e Fratelli d’Italia continuano a dire che Milano non deve accogliere più neanche un migrante. Maroni nel giorno di Pasqua diceva addirittura che anche la stessa Lombardia non ne accetterà più uno. Parisi dopo tanti tentennamenti adesso ha preso la mia stessa posizione di dialogo con le istituzioni per impostare una reale pianificazione degli arrivi che si annunciano massicci. Poi però propone una moratoria dal tema».

Insomma, la proposta del candidato di centrodestra di un incontro in prefettura, aperto a tutti candidati a Palazzo Marino, al sindaco Giuliano Pisapia, ai rappresentanti delle associazioni, per affrontare insieme il tema dei migranti gli sembra «con tutto il rispetto per Parisi, una furbizia elettorale per nascondere cosa realmente pensa la sua coalizione a trazione leghista del tema». E cioè: «no ai migranti, no a tutto e a tutti. Mi spiace, ma le furbizie non si fanno sulla pelle della gente».

L’ex Mr Expo è al lavoro per completare le liste che lo sostengono. E tende a escludere grandi cambiamenti: «Fino al 5 di maggio ci lavoriamo, dopodiché chi sarà con noi dovrà accettare le regole del centrosinistra. Le liste sono composte da 48 candidati per ogni lista e 30 per i consigli di zona, quindi sono 270 nomi e c’è tanto lavoro da fare».

Ottimista sull’esito delle comunali il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, tra i primi sponsor della corsa di Sala: «A Milano sono convinto vincerà il messaggio di speranza e di prospettiva di Beppe Sala e non invece la propaganda della paura di Salvini. Milano sa pesare bene le parole e le proposte. Sa pesare la serietà di un progetto per il futuro della città fatto di concretezza, buona amministrazione, equità, sviluppo sostenibile. Beppe Sala è il sindaco giusto per la città dei prossimi anni». «Milano è uno spartiacque della politica nel bene e nel male – ha spiegato invece Cuperlo – Vincere qui vorrebbe dire rafforzare l’idea che abbiamo sempre sostenuto, di un centrosinistra di governo nelle città, sul piano civico e nel Paese».

Secondo Swg, in città il Pd si conferma primo partito con il 32%, seguito dai 5Stelle (15%). Testa a testa tra Fi (12%) e Lega (11,5%). Sul voto ai partiti, la schiera degli indecisi si attesta al 21%. Sul voto ai candidati, gli indecisi scendono al 17%. Nella coalizione del centrosinistra diventano importanti sia Sinistra per Milano (Sel, Verdi, Arancioni) sia la lista civica Sala Sindaco, entrambe al 5,5%. Poco influente a Milano l’Idv il cui leader, Antonio Di Pietro, fu il simbolo di Mani Pulite: appena l’1%. FdI Meloni – An e Milano Popolare (Ncd più Udc) al 2,5%.

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