Sabelli (Anm) attacca la politica. Pd: “Sta facendo confusione”

Magistratura
Il presidente dell'Anm, Rodolfo Sabelli, a margine di una iniziativa organizzata in ricordo di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta, uccisi dalla mafia nella strage di via D'Amelio il 19 luglio di 23 anni fa e di cui domani ricorre l'anniversario, Palermo, 18 luglio 2015.
ANSA/MIKE PALAZZOTTO

Rodolfo Sabelli apre il 32esimo congresso dell’Anm e parla di “consapevole delegittimazione della magistratura”. La replica di Ermini: “Critiche ingenerose”

Dopo anni di scontri tra magistratura e politica, c’è ancora chi non riesce a deporre definitivamente l’ascia di guerra. Contro le toghe da più parti si registra “una consapevole strategia di delegittimazione”. E’ la denuncia del presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli, che oggi ha aperto il 32esimo congresso del sindacato delle toghe a Bari. “La tensione fra politica e magistratura, legata per anni a vicende giudiziarie individuali, ha finito con l’offrire di sé un’immagine drammatica ma, in realtà, semplificata. Oggi quei rapporti sono restituiti a una dinamica meno accesa nella forma ma più complessa”, ha sottolineato Sabelli.

Il presidente dell’Anm ha anche lanciato l’appello a evitare la subordinazione della giustizia al potere economico: “Va respinta l’idea strisciante che a minori garanzie e a minori controlli possa corrispondere una maggiore crescita, come se il problema consistesse nella regola e non piuttosto nella sua violazione”. E sulla corruzione le nuove norme mostrano secondo Sabelli una “timidezza incorente”. In questo quadro, anche la discussione sulle intercettazioni “ha finito con l’assumere una centralità che, oltre a nuocere alla serenità della riflessione, risulta perfino maggiore dell’attenzione dedicata ai problemi strutturali del processo e a fenomeni criminali endemici”.

Su questo è arrivata la replica del responsabile giustizia del Pd, Davide Ermini: “Bisogna fare attenzione a non fare confusione: fino a oggi né il governo né il Parlamento hanno messo mano al sistema delle intercettazioni, non è stata toccata nessuna delle attuali competenze degli organi inquirenti o di quelli giudicanti. Ci siamo preoccupati solo dell’aspetto legato alla pubblicità delle intercettazioni. Per questo – chiarisce – alcune frasi sulla ‘politica non attenta’ ci appaiono ingenerose”.

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