Sabella: “Abbiamo sbagliato tutti, Roma è una città più corrotta che mafiosa”

Dal giornale
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«Roma non è una città mafiosa, è corrotta. Ci sono però ampie zone del territorio controllate dalla mafia», commenta Alfonso Sabella, assessore alla Legalità per il Comune di Roma, da magistrato siciliano un “cacciatore di mafiosi” come il titolo del suo libro.

Sabella, come è possibile che nessuno abbia evitato questo show? I vigili urbani erano presenti

«Si sarebbe potuta evitare la spettacolarizzazione di questo funerale, non certo le esequie di una persona, tanto più se libera. Ho chiesto subito una relazione alla Municipale. I vigili sono stati chiamati dai cittadini della zona perché l’assembramento ha bloccato il traffico, quindi si sono occupati di far funzionare di nuovo la viabilità».

Chi ha sbagliato nelle istituzioni?

«Abbiamo sbagliato tutti, non mi tiro indietro. Ma sono peccati veniali, probabilmente nessuno ne sapeva niente. E il parroco avrebbe potuto impedire quelle manifestazioni eccessive davanti alla chiesa, quasi blasfeme. Come quel manifesto che inneggiava a Casamomica come santo per il Paradiso, da parroco l’avrei fatto togliere».

Al Comune nessuno aveva saputo?

«Non so dire se il Municipio fosse stato informato o se la Questura abbia sottovalutato le informazioni e quindi la polizia non è intervenuta. Nella mia Sicilia a ogni funerale o matrimonio di un boss i vecchi marescialli dei carabinieri mandavano gli appuntati a vedere chi c’era, si segnavano i nomi… Erano indicazioni preziose, infatti chi non era proprio in odore di santità non ci andava. Al funerale di Liggio c’erano venti persone, parenti stretti, con un carro di seconda mano, non certo una RollsRoyce».

È stata sospesa la licenza all’elicotterista. Una scelta giusta?

«Bene. Non credo ci fosse un divieto di sorvolo ma non ha avvisato della deviazione e potrebbe aver violato l’articolo 255 del testo unico dell’ambiente».

Questo funerale ha rivelato, dopo l’inchiesta su Mafia capitale, che a Roma la mafia esiste eccome?

«Dimostra che per il negazionismo mafioso a Roma non c’è più spazio. Chi lo sostiene è un folle. In questo caso sono stati usati tutti i simboli tipici: il carro con i cavalli come nei funerali dei boss anni 70, la Rolls usata per i matrimoni, la colonna sonora del “Padrino” che Leoluca Bagarella fece cantare al suo matrimonio. Io rispetto un regista come Francis Ford Coppola, ma i mafiosi hanno fatto propria l’immagine di una mafia “positiva”».

Chi nega l’esistenza della mafia a Roma?

«Basta leggere i giornali. E sui social io ricevo attacchi tutti i giorni perché dico che a Ostia la mafia c’è».

E a Roma, quanto è radicata?

«Ci sono delle sacche del territorio che non sono sotto il controllo dello Stato. Ora hanno dato una grande dimostrazione di potere, è “morto il re” e i depositari si sono fatti gioco delle istituzioni. Per tutti noi è una grande lezione».

 In che senso?

«Certi meccanismi di intelligence dovevano funzionare meglio, in modo che potessero lavorare meglio sia il Comune che il Municipio».

Fa impressione che sia potuto accadere questo, quando a novembre c’è il processo per Mafia capitale.

«Non c’entra nulla. È più pericolosa la mafia di Casamonica e di Fasciani. Su Mafia capitale la magistratura è intervenuta in tempo, con un’inchiesta perfetta . Buzzi e Carminati hanno avuto una specificità mafiosa ma finché sono dentro non ne sentiamo più parlare, non ci sono dei novelli Buzzi in giro, o sono pochi. Dei piccoli Casamonica invece ce ne sono tanti».

Il Comune di Roma è ancora a rischio commissariamento, esisteva un sistema…

«Quella è corruzione, Roma è più corrotta che mafiosa. Secondo me non ci sono le condizioni per sciogliere il Comune di Roma, abbiamo preso provvedimenti importanti. Molti dirigenti ch si sospetta siano coinvolti in Mafia capitale sono stati spostati».

Perché non rimossi?

«Devi avere certezze e servono provvedimenti del Ministero dell’Interno in base al comma 5 dell’articolo 143 del Testo Unico degli Enti locali, il Comune non può farlo. Comunque abbiamo realizzato la più massiccia rotazione di dirigenti che si sia mai vista, un’operazione di trasparenza meglio di quella di Bloomberg, col quale abbiamo lavorato».

In quella chiesa era stato negato il funerale a Welby. Che ne pensa?

«Di collusioni tra mafia e chiesa ne ho viste in Sicilia, segnali come la lettura di un salmo e poi qualcuno è stato ammazzato. Questi sono casi estremi, certo il parroco della chiesa Don Bosco non poteva non sapere cosa stava succedendo là fuori».

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