Rush di lavoro sulla legge di stabilità. Ecco le ultime ipotesi

Legge di Stabilità
Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi (s) e il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan parlano nell'Aula del Senato durante la discussione generale sul voto di fiducia al governo, Roma, 24 febbraio 2014. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Domani il varo della manovra da parte del Consiglio dei ministri

A meno di 24 ore dalla sua presentazione, la legge di stabilità prende sempre più forma, ora dopo ora, tra dichiarazioni di governo e ipotesi sempre più plausibili.

Mentre a via XX Settembre si cerca di far quadrare i conti, a palazzo Chigi proseguono gli incontri per appianare le ultime incertezze politiche. Il nodo principale da sciogliere resta sempre quello delle coperture: secondo alcune fonti, infatti, potrebbero essere necessari più dei 27 miliardi inizialmente previsti.

Così, se da una parte si mette a punto il corposo elenco delle misure, arricchito da nuovi interventi allo studio negli ultimi giorni, dall’altra si lavora sul fronte delle coperture.

Le novità della legge. Sul fronte fiscale, oltre ai punti fermi, ossia l’eliminazione dell’Imu e della Tasi sulla prima casa, la proroga della decontribuzione per i neo-assunti e l’eliminazione dell’Imu agricola, il governo ha intenzione di mettere sul piatto un pacchetto di misure per le imprese da quasi 2 miliardi: sono previsti sostegni fiscali all’innovazione e all’efficienza energetica e sarà rinnovato l’ecobonus per l’edilizia.

Sempre per incoraggiare gli investimenti, la novità degli ultimi giorni riguarda lo sconto fiscale legato all’acquisto di macchinari, un “super ammortamento” che premierà chi investirà in beni strumentali nel 2016. Inoltre, sempre per sostenere le imprese, il governo comincerà a ridurre l’Ires di uno o due punti percentuali già con questa manovra, senza attendere il 2017. Tra le misure in grado di aiutare gli investimenti si sta pensando anche di incentivare il salario di produttività e il welfare aziendale.

Un’altra novità di queste ultime ore riguarda il regime dei minimi e le partite Iva. Il premier ha affermato che ci sarà un intervento “serio”: l`obiettivo a cui punta il governo è quello di migliorare il regime fiscale di vantaggio per piccoli commercianti, artigiani e liberi professionisti rimasti penalizzati dalla riforma del regime dei minimi introdotto con la manovra dell’anno scorso. Attraverso una legge delega (parte integrante della legge di stabilità) si sta infatti pensando di tutelare maggiormente i lavoratori autonomi e di aiutarli sul fronte fiscale rendendo deducibili, ad esempio, le spese in formazione e aggiornamento, una misura per incentivare la crescita della professionalità.

Quanto al nodo previdenziale, secondo le ultime indiscrezioni potrebbe arrivare la ‘flessibilità part-time’ per i lavoratori che dal 2016 a fine 2018 maturano i requisiti per la pensione sulla base della Legge Fornero. Secondo l’Adnkronos, sarebbe questa una delle nuove misure L’intervento permette al lavoratore, sulla base di accordi individuali, di optare per il lavoro part-time al 60%-40%, con il datore di lavoro che versa in busta paga i contributi netti che avrebbe versato all’Inps. Il lavoratore avrà i contributi figurativi e quando uscirà del tutto dal mondo del lavoro non vedrà intaccata la sua pensione. Una misura messa punto dagli sherpa del ministro del Lavoro Giuliano Poletti che non è condizionata a nuove assunzioni ma che permette alle imprese di svecchiare gradualmente gli occupati.

L’intervento ha ovviamente un costo per lo Stato che dovrà versare i contributi figurativi, andando a impattare sul deficit, ma non sul debito. Prevista anche una misura di solidarietà espansiva, tramite accordi collettivi. Uno ‘scivolo’ per i lavoratori a due anni dalla pensione che possono optare per il part-time condizionato a nuove assunzioni.

Si sta lavorando anche per la settima salvaguardia degli esodati e il mantenimento dell’opzione donna, la norma che consente alle lavoratrici di andare in pensione anticipatamente optando per il sistema contributivo.

Piano contro la povertà. Un’altra novità delle ultime ore riguarda il contrasto alla povertà attraverso una misura strutturale, non più tramite un intervento tampone e sperimentale. Si tratterebbe di una legge delega (connessa alla manovra) in grado di riordinare tutti gli strumenti di assistenza sociale e di combattere la povertà.

Palazzo Chigi vorrebbe  potenziare e rendere permanente lo strumento di sostegno di inclusione attiva universale (SIA). Secondo fonti di governo, a regime il piano contro la povertà sarà di oltre un miliardo e prevede una serie di misure indirizzate soprattutto a famiglie povere, con Isee basso e con una particolare attenzione a chi ha bambini piccoli. È previsto – lo ha annunciato il premier domenica – un intervento ad hoc per un milione di bambini sotto il livello di povertà.

>>> Qui tutto quello che c’è da sapere sull’iter della manovra e sulla flessibilità richiesta a Bruxelles 

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