A Firenze è stata scritta la pagina più bella della storia del rugby italiano

Rugby
Italy's players celebrate after scoring a try during a Rugby Test match Italy vs New Zealand at Olimpico Stadium in Rome, Italy, 12 November 2016. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

L’Italia sconfigge 20-18 il Sudafrica. E’ la prima vittoria contro una delle tre grandi dell’emisfero Sud

Nel momento in cui meno te l’aspetti, l’Italia scrive la Storia e si rilancia come squadra degna di stare tra le grandi del rugby mondiale. Il XV guidato da Conor O’Shea sconfigge a Firenze, per la prima volta nella storia, uno dei tre giganti della palla ovale dell’emisfero Sud, il Sudafrica due volte campione del mondo, numero 4 del ranking mondiale.

“E’ l’inizio di una nuova Italia”, ha detto al termine della partita il capitano-simbolo degli Azzurri, Sergio Parisse. Il risultato finale di 20-18 parla di un test match tiratissimo, combattuto dal primo all’ultimo minuto, sempre punto a punto. Esattamente l’opposto di quanto avvenuto una settimana fa a Roma contro i campionissimi della Nuova Zelanda. Eppure, già dopo quel 10-68 impostoci dagli All Blacks, c’era chi vedeva un cambio di approccio, sia a livello di gioco che a livello di mentalità. Non si sbagliavano.

L’Italia che ha battuto gli Springboks ha fatto vedere tutto ciò che gli appassionati di questo straordinario sport aspettano da anni. Creativi e convinti in attacco, impeccabili in difesa, aggressivi nei punti d’incontro, precisi nel gioco al piede e in rimessa laterale, solidi in mischia chiusa.

E’ la vittoria di Sergio Parisse, certo. E’ la vittoria del nuovo allenatore, l’irlandese O’Shea che ha preso il timone di questa squadra dopo la fallimentare (in tutti i sensi) esperienza di Jacques Brunel. E’ la vittoria di Simone Favaro, per noi il vero Man of the Match, uno dei numeri 7 più forti al mondo. E’ la vittoria dei giovani, da Carlo Canna a Edoardo Padovani e Giorgio Bronzini, ma anche dei “vecchi”, che dopo tante delusioni e una miriade di “sconfitte onorevoli” riescono nell’impresa della vita. E’ la vittoria di tutti i tifosi che da anni, nei momenti belli e soprattutto nei momenti brutti, non hanno mai abbandonato questa squadra.

Ci voleva, per questo gruppo e per tutto il movimento, una partita così, un momento così. Ora il compito di chi governa questo patrimonio, in campo e fuori, è quello di far sì che questo sia davvero l’inizio di una nuova storia. Ancora più bella, ancora più appassionante.

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