Rugby, giganti a confronto. L’emisfero sud si gioca i mondiali

Sport
epa04981602 New Zealand players perform the Haka before the Rugby World Cup 2015 quarter final match between New Zealand and France at the Millennium Stadium in Cardiff, Britain, 17 October 2015.  EPA/GEOFF CADDICK EDITORIAL USE ONLY/ NO COMMERCIAL SALES / NOT USED IN ASSOCIATION WITH ANY COMMERCIAL ENTITY

Sabato 24 ottobre Sudafrica-Nuova Zelanda, domenica 25 Argentina-Australia. La guida completa alle semifinali della Rugby World Cup (VIDEO)

Un mini-torneo a quattro squadre per decidere chi sarà il nuovo campione del mondo. A Twickenham (Londra) vanno in scena le semifinali dell’ottava edizione della Coppa del mondo di rugby. Si comincia domani alle 17 (ora italiana) con Sudafrica-Nuova Zelanda, si termina domenica 25 ottobre, sempre alle 17 con Argentina-Australia. La finalissima, sabato prossimo, sempre nel tempio del rugby inglese.

Sarà una riproposizione del championship (il torneo che si gioca ogni anno tra le quattro grandi dell’emisfero sud) con la formula ad eliminazione diretta. Per la prima volta nella storia, infatti, neppure una squadra europea è arrivata in semifinale. Inghilterra e Italia sono state eliminate (clamorosamente nel primo caso, prevedibilmente nel secondo) già nei gironi di qualificazione. Francia, Irlanda, Galles e Scozia hanno abbandonato i sogni di gloria nei quarti di finale. I francesi sono stati spazzati via dalla Nuova Zelanda, gli irlandesi hanno ceduto (a sorpresa) nettamente contro gli argentini, Galles e Scozia hanno venduto cara la pelle contro Sudafrica e Australia, salvate da colpi di classe (e di fortuna) solo nel finale di partita.

Ora comincia un’altra storia. Domani quella tra All Blacks e Springboks è a tutti gli effetti una finale anticipata. Che non significa che i vincitori di questa partita saranno già campioni ma che il match tra queste due nazionali è talmente ricco di storia e di gloria che avrebbe tranquillamente potuto essere una finalissima. In campo ci sono 4 vittorie mondiali (sui 7 disputati), 2 secondi posti e 3 terzi posti. A giudicare da quanto si è visto finora, il destino della partita pare segnato: la Nuova Zelanda vista al Millennium Stadium con la Francia è una macchina praticamente perfetta, mentre il Sudafrica che ha battuto solo grazie ad una meta a cinque minuti dalla fine un Galles decimato dagli infortuni ha destato non pochi dubbi.

Gli All Blacks hanno ritrovato in Carter (che in molti davano ormai già per finito, mai valutazione fu più sbagliata) il genio in grado di inventare, punta di diamante di un motore che viaggia sempre a giri altissimi. Savea, McCaw, i tre Smith, Ma’a Nonu, Sonny Bill Williams sono solo alcuni dei nomi che fanno tremare le gambe solo a sentirli nominare. Gli Springboks proveranno a mettere in campo la loro fisicità e la loro esperienza, affidandosi alla stessa squadra che ha vinto lo scorso weekend. La sensazione, però, è che ci vorrà qualcosa di simile ad un miracolo per ripetere l’impresa.

Domenica sarà la volta di un’altra sfida tutta da gustare, quella tra Argentina e Australia. Se avessimo parlato di questa partita all’inizio del mondiale (o anche solo prima dei quarti di finale), non avremmo avuto dubbi: troppo più forti ed esperti gli Wallabies, anche per i coriacei Pumas. Ora, invece, la sensazione è che questa seconda semifinale possa essere addirittura più equilibrata della prima. L’Australia aveva giocato un girone perfetto, eliminando nettamente l’Inghilterra padrone di casa. Il quarto di finale contro la Scozia, che doveva essere poco più che una passeggiata, si è rivelato però quasi un incubo, con una qualificazione portata a casa solo con un calcio di punizione di Foley all’ultimo minuto dopo una contestatissima decisione arbitrale.

L’Argentina, al contrario, dopo una fase a gironi non esaltante ma comunque affrontata con autorevolezza e senza rischiare nulla, nel quarto di finale contro l’Irlanda ha veramente impressionato. Bisogna riconoscere che i Verdi sono arrivati alla partita con le pile un po’ scariche e alcuni dei suoi uomini chiave fuori uso (Sexton e O’Connel su tutti) però nessuno si aspettava una lezione così netta da parte dei Pumas. La quasi certa presenza di Diego Armando Maradona in tribuna sarà un ulteriore stimolo per provare a compiere un’impresa storica. Mai, infatti, l’Argentina è arrivata ad una finale mondiale, fermandosi al terzo posto di Francia 2007 come migliori risultato di sempre.

Gli scommettitori, per ora, non sembrano avere dubbi. Nuova Zelanda favoritissima (la vittoria finale paga solo 1,55), seguita dai cugini dell’Australia (3,50) e dal Sudafrica (7,50). Più staccati i Pumas, quotati a 17,00. Entrambe le semifinali saranno trasmesse in diretta esclusiva sul canale Sky Sport 2 dalle 16,50 e in differita alle 19,15 su Mtv.

 

Vedi anche

Altri articoli