Rubio, Bush e Trump. Tutti contro Papa Francesco (e le mura vaticane)

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A pochi giorni dalle primarie in South Carolina, le parole di Bergoglio su Trump irrompono nella competizione

I repubblicani Marco Rubio e Jeb Bush hanno fatto muro intorno a Donald Trump, che ieri è stato al centro di una delle risposte che papa Francesco ha dato ai giornalisti durante il viaggio di ritorno dal Messico. Durante l’intervista (qui il video completo) Bergoglio aveva detto: “Voler costruire muri e non fare ponti non è cristiano”.

Trump, che ha messo tra le sue priorità elettorali proprio quella di innalzare un muro sul confine tra Messico e Stati Uniti, inizialmente aveva reagito in maniera quasi brutale.  “Per un leader religioso – aveva tuonato nel suo stile irruento – mettere in dubbio la fede di una persona è vergognoso”.
Secondo Trump, il pontefice è stato “usato come un pupazzo” dai messicani, che dovrebbero “vergognarsi di farlo specialmente quando così tante vite sono coinvolte e quando l’immigrazione illegale è così galoppante”.

In serata,  durante un comizio elettorale in South Carolina, dove sabato si terranno le primarie repubblicane, Trump ha poi aggiustato il tiro.  “Il papa è una persona fantastica – ha detto – non mi piace scontrarmi con lui”. Per il pontefice, “nutro un grande rispetto – ha tenuto a sottolineare – ha una forte personalità. Sta facendo un buon lavoro. Penso che gli siano state date informazioni sbagliate”. Insomma, in fondo, per il candidato del GOP il problema sarebbe tutto dei media e dei messicani che avrebbero aizzato il pontefice contro di lui.

E mentre Trump era impegnato a gestire la bomba mediatica delle dichiarazioni di Bergoglio, su Twitter il suo consigliere e responsabile dei social media, Dan Scavino, dava il via ad una serie di tweet in cui – incredibilmente – al centro del mirino si trovavano le mura vaticane. Già proprio quelle citate da Trump in una delle sue repliche al pontefice, quando aveva detto che anche il papa “ha grandi mura in Vaticano“.

Peccato che quanto dichiarato nel tweet di Scavino non sia del tutto vero. A ricordarglielo è stato il reverendo James Martin, che oltre ad essere un prete è anche editor della rivista cattolica Americamagazine.

Insomma in molti hanno cercato di spiegare, in una conversazione al limite dell’assurdo, che nella Città del Vaticano ci sono dei muri ma che di fatto piazza San Pietro è aperta. Ciò non è bastato per frenare la polemica, che a tratti, su Twitter, ha toccato vette surreali.

Oltre a Trump, anche gli altri sfidanti repubblicani hanno affrontato il tema senza sporcarsi troppo le mani. Il governatore dell’Ohio,  John Kasich, si è limitato a dire di essere “pro-Papa” e che per “realizzare qualcosa a Washington occore costruire ponti”. Jeb Bush è stato un po’ più netto e si infilato nella scia del tycoon. “Il papa è una ispirazione, ma non è appropriato mettere in discussione la fede di Trump“.

Anche Marco Rubio non si è sottratto dal commentare le parole del papa sull’immigrazione. “Il Vaticano controlla chi varca i suoi confini. E anche gli Stati Uniti – ha ragionato il senatore della Florida – hanno diritto a fare la stessa cosa“.

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