Ronaldo-Messi: la favola e l’incubo

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I due fenomeni del calcio mondiale chiudono la stagione con risultati e sentimenti molto diversi

Ieri è finita ufficialmente con la finale del campionato Europeo di calcio la stagione 2015/16, una stagione lunga e faticosa che ha visto impegnati su più fronti le stelle del calcio mondiale. Tutto questo mentre già in molti si stanno preparando ad affrontare la nuova stagione, tra ritiri e amichevoli estive.

Questa prima parte d’estate calcistica è vissuta principalmente attorno a due grandi manifestazioni calcistiche: la Copa América e l’Europeo. In queste competizioni erano impegnati i due giocatori simbolo di questi ultimi anni, coloro che da otto stagioni consecutive battagliano per la conquista del Pallone d’Oro, vale a dire Lionel Messi e Cristiano Ronaldo.

I due sono arrivati alle rispettive competizioni con stati d’animo differenti, Messi e la sua Argentina erano i favoriti, quasi obbligati a vincere, mentre Cristiano Ronaldo e il suo Portogallo erano un possibile outsider, una squadra quadrata che però non poteva ambire a vincere la competizione, la storia però è andata diversamente.

Partiamo dagli ultimi istanti delle finali che hanno visto i due fenomeni del calcio mondiale protagonisti. Lionel Messi in ginocchio dopo aver sbagliato il rigore e aver visto la sua Argentina perdere contro il Cile, Cristiano Ronaldo con un ginocchio gonfio alzare al cielo di Parigi la coppa, simbolo della vittoria di Euro 2016.

Li abbiamo visti entrambi in lacrime, anche se sono state lacrime diverse. L’Europeo di Cristiano Ronaldo sembra frutto della fantasia di qualche sceneggiatore, ricco di colpi di scena, di tensione, ma con un gran lieto fine. Sin dall’inizio del torneo i lusitani hanno sofferto e il loro capitano non è mai riuscito a dimostrare tutto il suo valore. Nella semifinale contro il Galles CR7 sembrava essere tornato sui suoi livelli, gran gol di testa, una prestazione maiuscola e l’insperata qualificazione per la finale. Ma è proprio nella finale che il destino ha voluto mettere in atto un gran colpo di scena e così dopo meno di mezz’ora Ronaldo è stato costretto a lasciare il campo in barella. Sembrava una notte stregata, la seconda dopo la finale persa in casa nel 2004, invece un altro eroe ha deciso la partita, colui che non t’aspetti Éder. E così il Portogallo ha potuto festeggiare il suo primo titolo e Cristiano Ronaldo ha potuto alzare al cielo la coppa.

Tutt’altra storia è accaduta Oltreoceano, dove l’altro campione Lionel Messi sin da subito si è fatto notare portando la sua Argentina in finale della Copa América. Cinque gol in cinque partite e un cammino netto che sembrava portare la nazionale Albiceleste alla conquista di un titolo che manca dalla sua bacheca dal 1993. Ma è quando tutto sembrava andare per il verso giusto che è arrivato il colpo di scena, l’Argentina non riesce a far gol nei 120 minuti (tempi regolamentari e rigori) e il suo capitano, colui che è considerato il miglior calciatore del mondo non riesce a giocare ai suoi livelli. Si va ai rigori e il primo a presentarsi per l’Argentina è lui el Diez, l’erede di Diego Armando Maradona. Va sul dischetto e sbaglia, l’Argentina perde per la seconda volta consecutiva una finale contro il Cile e Messi è in ginocchio.

Troppo grande la delusione, così annuncia il suo ritiro dalla Selección, in patria passa da eroe e fenomeno a traditore, gli argentini si dividono tra chi lo giustifica e chi lo condanna. Tutt’altro umore per il rivale di sempre Cristiano Ronaldo, felice come un bambino con la coppa stretta al petto e eroe, non protagonista, per un popolo intero.

Sì, diciamo che sarà un’estate diversa per i due, ma siamo sicuri che torneranno a sfidarsi a suon di gol appena verrà fischiato l’inizio della prossima partita, perché sono fenomeni e i fenomeni hanno l’obbligo di dimenticare in fretta gioie e delusioni e accettare una nuova sfida.

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