Romano Prodi: “Contro il populismo serve progetto e radicamento popolare”

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Romano Prodi in un’intervista a Repubblica commenta il risultato elettorale e il quadro internazionale

Parlando a Repubblica dal suo ufficio di Bologna Romano Prodi commenta il risultato elettorale e analizza ciò sta succedendo ai partiti e alla politica, più in generale alla classe dirigente.

“Alle grandi forze politiche nazionali manca un’interpretazione della storia e del presente” dice il Professore  che avverte anche sul rischio del logoramento. “Cambiare politiche, non solo politici. Se non cambiano le politiche, il politico cambiato si logora anche in due anni”. E’ la sintesi della ricetta messa in campo.

Prodi sottolinea come non esista un progetto per uscire dalla crisi e che la personalizzazione della politica sia la prima risposta alla crisi. “La gente vota i politici perché spera che cambino le cose, la personalizzazione è un riflesso. Infatti in queste elezioni hanno vinto dei volti sconosciuti. La personalizzazione non regge se non cambia le cose, o non dà almeno la speranza concreta di poterle cambiare”.

L’ex premier si sofferma anche sul quadro internazionale strettamente legato a quello italiano: “Non basta guardare il voto di questa o di quella città. C’è un’ondata mondiale, partita in Francia, ora in America. Lo chiamano populismo perché pur nell’indecifrabilità delle soluzioni interpreta un problema centrale della gente nel mondo contemporaneo: l’insicurezza economica, la paura sociale e identitaria”.

E sulle ragioni della vittoria dei Cinque Stelle, spiega che “Hanno risposte emotive e confuse, semplici motti specifici su angosce specifiche, via gli immigrati, punire le banche, ma neanche una riga che spieghi come potrebbero fare. Ma il loro vantaggio è un altro: sanno adattarsi alle paure. Questi movimenti nascono in genere molto di parte, orientati, partigiani. Hanno un certo successo poi si fermano, perché le loro soluzioni mostrano un limite ideologico. E allora si allargano da destra a sinistra e da sinistra a destra”.

Infine delinea la direzione da seguire: “Progetto e radicamento popolare. Il cambiamento possibile, fatto entrare nel cuore della gente. Il solo ad averlo capito è papa Francesco”.

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