Romania, dopo il rogo in discoteca premier e governo si dimettono

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epa04955510 Romanian Prime Minister Victor Ponta makes a statement after his government passed the no-confidence motion procedures initiated by the opposition parties, at the Parliament Hall, in Bucharest, Romania, 29 September 2015. Romania's Parliament knocked down a no-confidence motion the opposition had launched against Prime Minister Viktor Ponta, keeping him in office, although he has been on trial for corruption since last week.  EPA/ROBERT GHEMENT

Una decisione arrivata dopo le proteste di massa per la tragedia avvenuta a Bucarest

Il primo ministro romeno, Victor Ponta, ha deciso di rassegnare le dimissioni, e con lui l’intero governo, a seguito del tragico incendio che ha investito la discoteca Colectiv a Bucarest, costato la vita ad almeno trentadue persone. Lo ha annunciato il leader del partito socialdemocratico, la formazione politica del capo del governo.

Ieri una manifestazione a piazza della Vittoria, si è svolta in parallelo ai funerali di un fotografo e blogger di 36 anni che, con un atto di eroismo, era morto lanciandosi tra le fiamme per salvare una donna. Alle esequie di Claudiu Petre hanno partecipato centinaia di persone. Dal canto loro i manifestati hanno chiesto le dimissioni del premier, del ministro dell’Interno, Gabriel Opres, e del presidente della circoscrizione dove si trova il locale andato a fuoco.

Il presidente romeno Klaus Iohannis, sulla sua pagina Facebook, ieri sera aveva scritto che i manifestanti “hanno ragione: qualcuno deve assumersi la responsabilità politica. Il prossimo passo spetta ai politici, che non possono ignorare questo sentimento di rivolta”.

Nei giorni scorsi è stato effettuato un primo arresto per omicidio colposo tra i responsabili del locale, che non garantiva le necessarie misure di sicurezza. Nell’incendio al locale notturno Colectiv – dove era in corso un concerto di musica metal con uno spettacolo pirotecnico – sono morte finora 32 persone. Altre 130 sono ricoverate con ustioni gravi e si teme che il bilancio delle vittime potrà ulteriormente aumentare.

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