Romaeuropa festival, Colapesce presenta “Isola di Fuoco”

Musica
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All’interno della rassegna che si propone di valorizzare il connubio tra le arti, va in scena lo spettacolo del cantautore siciliano che sonorizza i documentari del “maestro” Vittorio De Seta

Il Romaeuropa festival è una kermesse che dal 1986 offre al pubblico, secondo quanto recita il suo sito internet, “il meglio della creazione artistica contemporanea, abbatte le barriere tra cultura alta e di massa, all’insegna dello scambio, del connubio e dell’intreccio, tra culture e codici espressivi”. E in effetti è davvero imponente la mole di artisti e location dispiegata dalla rassegna, che sta animando “20 spazi della capitale in 145 giorni di attività tra musica, teatro, danza, nuovo circo, arti visive e nuove tecnologie”. Il tutto è cominciato a giugno e continuerà fino al 3 dicembre: per un programma aggiornato vi rimandiamo al sito del turismo del comune di Roma, qui.
Proprio proprio all’interno del Romaeuropa festival, questa sera e domani, il Monk Cub ospiterà un evento musicale molto particolare: si tratta di Colapesce presenta “Isola di Fuoco”, esemplificazione lampante di quel connubio di linguaggi citato dagli organizzatori del festival.

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Vittorio De Seta

Lo spettacolo vede da una parte la musica di uno dei più attivi tra i nuovi artisti indipendenti italiani, Lorenzo Urciullo, nato a Solarino in provincia di Siracusa, cantautore con il nome Colapesce nonché produttore e divulgatore di talenti (c’è anche lui dietro allo straordinario ultimo disco di Alfio Antico) e dall’altra i documentari di Vittorio De Seta, regista e sceneggiatore palermitano scomparso nel 2011, che ha saputo documentare, soprattutto negli anni cinquanta, la vita siciliana in maniera altamente espressiva. Le radici che accomunano i due artisti sono uno dei temi conduttori della ricerca di Colapesce, che ha spesso mostrato un’esigenza di riscoperta legata agli umori della propria terra. Una sorta di tensione “etnica” che gli è valsa addirittura il paragone con David Byrne. “Mi sono immerso per settimane negli incredibili documentari e lungometraggi di Vittorio De Seta insieme ai miei amici Mario Conte (artista/producer) e Federico Frascherelli (regista/cinefilo) – ha dichiarato Colapesce – abbiamo sonorizzato parte dei suoi lavori e inseriremo delle versioni esclusive di alcune mie canzoni riarrangiate appositamente per l’evento”.

In scaletta ci sono cinque brani, riadattati per l’occasione, presi dal repertorio di Colapesce, ai quali verranno alternati veri e propri momenti di ambient music eseguita dal vivo per sonorizzare le immagini. E chissà che, rimanendo in tema con il titolo dello spettacolo, queste prime due date non possano rappresentare una sorta di prova del fuoco per il cantautore e i suoi collaboratori: la possibilità di testare uno show che potrebbe diventare protagonista al di fuori del contesto del Romaeuropa festival ed essere esportato un po’ in tutta Italia, e magari anche all’estero. D’altronde il musicista siciliano ha già fatto breccia fuori dai confini nazionali, tanto che l’anno scorso il prestigioso quotidiano Le Monde titolava:  Colapesce, l’avenir d’Italie; circostanza, quest’ultima, che rappresenta un ulteriore legame, sotto forma di coincidenza ancestrale, tra il cantante e il regista: De Seta, infatti, proprio con il suo documentario “Isola di Fuoco” fu premiato dai francesi al festival di Cannes del 1955.

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