Olimpiadi, cala il sipario. Una seduta tra blitz, carote e bocche cucite

Roma
Diana Bianchedi nell'aula Giulio Cesare di palazzo Senatorio durante l'assemblea capitolina straordinaria convocata per deliberare sulla presentazione della candidatura di Roma ai giochi olimpici 2024, Roma, 29 settembre 2016. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il voto scontato contro la candidatura di Roma. Baruffe in aula Giulio Cesare

Come era largamente scontato, l’Assemblea capitolina straordinaria ha approvato la mozione del M5S contro le Olimpiadi e le Paraolimpiadi del 2024.

Ma è stata una mattinata e un primo pomeriggio convulsi, a dir poco.

Ad inasprire subito gli animi c’è stata la decisione di vietare gli interventi esterni impedendo così di fatto alla coordinatrice del comitato promotore Diana Bianchedi di prendere la parola. “Oggi pensavo di poter parlare davanti al Consiglio comunale per dare le informazioni corrette per questa candidatura perché ne abbiamo lette di tutti i colori”, ha spiegato Bianchedi nel corso di una conferenza stampa improvvisata che ha costretto cronisti e operatori a spostarsi in massa, provocando l’intervento dell’ufficio stampa del Campidoglio, cosa che, a sua volta, ha scaturito non poche proteste. “In aula avrei voluto far conoscere il dossier – prosegue Biachedi – a persone che non lo hanno letto. Oggi a loro viene chiesto di votare un dossier di candidatura che oggettivamente non hanno letto. Né nella conferenza stampa del sindaco, né durante l’audizione al Senato si è fatto alcun cenno a dossier di candidatura”, ha aggiunto. “Per una questione di rispetto oggi avrei chiesto loro di leggerlo”, ha detto ancora. La coordinatrice ha poi abbandonato l’aula dove è ancora in corso la discussione: “Avrei chiesto ai consiglieri di sedersi con noi e rivedere il progetto – ha detto prima di uscire – Ieri mattina mi è arrivata anche una lettera dei sindacati che ci hanno confermato il loro sostegno. Ma i consiglieri hanno detto che non posso parlare”. Poco dopo l’uscita di Bianchedi, è arrivata in aula la sindaca Virginia Raggi.

Il capogruppo grillino Paolo Ferrara ha stigmatizzato l’intervento fuori programma di Bianchedi definendolo “uno show” per “cercare polemica”. Ma se i grillini non vogliono le Olimpiadi chiedono comunque i soldi che il governo aveva previsto per le Olimpiadi. Questo nonostante il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti avesse già chiarito che “i soldi che sarebbero arrivati su Roma per le Olimpiadi andranno a Parigi o a Los Angeles”.

Nella discussione si sono fatti notare anche i consiglieri di Fdi Fabrizio Ghera, Maurizio Politi, Andrea De Priamo, Francesco Figliomeni, e Rachele Mussolini della Lista civica ‘Con Giorgia’, che hanno mostrando uno striscione “Prima Grillini, adesso coniglietti”, con stampate delle carote.

“I rappresentanti del Coni, per la seconda volta, vengono umiliati da questa maggioranza”. Ha invece commentato Roberto Giachetti, consigliere di opposizione del Pd. “Non gli avete dato nemmeno la dignità di parlare per 5 minuti per spiegare il loro punto di vista – ha attaccato – chi impedisce agli altri di parlare è debole nelle proprie convinzioni”.

Il vicesindaco di Roma Daniele Frongia ha invece attaccato il governo: “Ho visto stamattina su giornali e telegiornali vergognosi servizi sul ritiro della candidatura (di Roma, ndr) ai mondiali di rugby 2023. Questa è una vergogna: la candidatura 2023 dei mondiali di rugby, candidatura che noi invece avremmo fortemente sostenuto, è stata ritirata perché è mancato l’impegno e il sostegno del governo Renzi”.  In molti tra i pentastellati però non parlano e soprattutto non rispondono alle domande scomode sul passo indietro di Salvatore Tutino al Bilancio o del Ragioniere generale Stefano Fermante. Su questo prosegue la consegna del silenzio imposta da Grillo.

Non sono presenti in aula, invece, né Giovanni Malagò né Luca Pancalli. Il presidente del Coni ha alluso allo stop alla candidatura nel suo discorso al Quirinale nell’incontro dei medagliati olimpici e paralimpici con il capo dello Stato, Sergio Mattarella: “Noi abbiamo un coraggio che aspira a un domani a cinque cerchi. La nostra è un’aspirazione che non può essere negata dai pregiudizi”.

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