Roma, la piazza dei pensionati. Cgil: “Il governo ci dia risposte o sciopero”

Pensioni
Un momento della manifestazione dei pensionati a Piazza del Popolo per protestare contro il governo Renzi  a Roma, 19 maggio 2016.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

La manifestazione “A testa alta” dei pensionati in piazza del Popolo a Roma è organizzata da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil

A testa alta!“. E’ questa la parola d’ordine con cui sono scesi in Piazza del Popolo a Roma i sindacati dei pensionati. La manifestazione unitaria organizzata da Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil intende chiedere al Governo la rivalutazione delle pensioni, la parificazione fiscale con i lavoratori dipendenti e le detrazioni fino a 80 euro al mese esistenti per i redditi da lavoro più bassi.

Secondo gli organizzatori sono almeno 60mila gli anziani provenienti con dei pullman da tutta Italia. Una presenza che ha creato non pochi problemi alla circolazione della Capitale.

“Se non ci saranno risposte alle richieste dei pensionati e a quelle delle confederazioni sulla modifica della legge Fornero sulla previdenza è perfettamente ragionevole” pensare ad uno sciopero generale. Le cose si fanno così” ha detto la leader Cgil, Susanna Camusso.

La leader della Cisl, Annamaria Furlan, invece mette un freno alla proposta e commenta positivamente  l’apertura di un tavolo di discussione col governo con l’obiettivo di creare le condizioni per pensioni dignitose. “Prima di scioperare bisogna parlare dei contenuti. ‘Quando si apre una trattativa si deve volere con forza una buona conclusione. Questo è lo spirito con cui vado il 24; con il dialogo anche la peggiore legge pensionistica la si cambia davvero”.

Le tre organizzazioni sindacali dei pensionati nella loro piattaforma chiedono a governo e parlamento la difesa delle pensioni di reversibilità; la tutela del potere d’acquisto delle pensioni; il recupero del danno prodotto dal blocco della rivalutazione; la separazione tra previdenza e assistenza; uguali detrazioni fiscali per lavoratori dipendenti e pensionati; l’estensione degli 80 euro alle pensioni più basse; la modifica delle legge Fornero per facilitare la flessibilità in uscita e permettere l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro; maggiori risorse per l’invecchiamento della popolazione e una legge quadro per la non autosufficienza.

 

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