Roma, fra lotte interne e liti il M5S annaspa alla ricerca di un nome forte

Amministrative
Alessandro Di Battista (s) Paola Taverna (c) e Roberta Lombardi (d) durante la conferenza in campidoglio sugli arresti avvenuti al comune di Roma. Roma 03 dicembre 2014. ANSA/ANGELO CARCONI

I due grillini in pole sembrano troppo deboli. Divisi anche i big Lombardi e Di Battista

Non se ne esce: Marcello De Vito e Virginia Raggi, i due nomi in pole position per il M5S per la candidatura a sindaco di Roma, appaiono nomi troppo deboli. Nessuno lo dice ad alta voce ma i big nazionali che seguono la pratica romana si stanno facendo questa opinione. Roberta Lombardi, Alessandro Di Battista e Paola Taverna si vedranno mercoledì per fare il punto della situazione e magari per cominciare a lavorare su un terzo nome.

Una situazione, come detto, non troppo buona. Soprattutto per De Vito, attuale capogruppo, già in corsa alle precedenti comunali. De Vito è sostenuto dalla Lombardi, mentre “Dibba” spinge per Virginia Raggi, che sembrerebbe, anche per questo, la più forte dei due.

Nei giorni scorsi a Roma ci sarebbero state riunioni molto tese anche a causa di una vicenda che riguarderebbe uno dipendente comunale amico dei consiglieri M5S “beccato” per assenteismo. Una storia non chiara che però ha alimentato la tensione fra i quattro consiglieri grillini, con voci di richiesta di dimissioni del capogruppo De Vito, difeso per l’occasione dalla Lombardi.

Inoltre, i vertici del M5S di Roma starebbero animatamente discutendo di come disporsi nell’attuale fase di commissariamento del prefetto Tronca e, sullo sfondo, di quel rapporto avere con i “poteri forti” della Capitale. Ne ha scritto sulla Stampa Jacopo Iacoboni.

In questa situazione, brilla per la sua assenza Beppe Grillo, che d’altra parte appare ormai “di lato” rispetto alle vicende più spinose della vita interna del Movimento, mentre si ha l’impressione che l’unico vero leader sia Gianroberto Casaleggio, l’uomo che a un certo punto dovrà far capire ai suoi seguaci se la partita delle amministrative sarà “giocabile” per vincere o solo per partecipare. Quel che è certo è che dopo i disastri di Quarto i sondaggi per la prima volta da mesi hanno cominciato a segnalare una discesa da 1 a 2 punti percentuali: e l’effetto sulle comunali potrebbe essere pesante.

 

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