Bertolaso si ritira, Berlusconi vira su Marchini. Giachetti: “Ora non è più ‘libero dai partiti'”

Roma
Il candidato sindaco di Roma Alfio Marchini apre la sua campagna elettorale all'Auditorium della Conciliazione, Roma, 5 marzo 2016. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Forza Italia rivolge un appello agli ‘alleati': “E’ l’unico che possa vincere”. Ma Salvini e Meloni rispediscono l’invito al mittente

L’odissea di Bertolaso come candidato sindaco di Roma finisce qui. Berlusconi, che solo cinque giorni fa gli aveva rinnovato la fiducia, alla fine ha deciso di mollare. Troppo debole e ormai compromesso il nome dell’ex capo della Protezione Civile. Ma c’è una notizia nella notizia: Forza Italia non appoggerà la candidatura di Giorgia Meloni ma sosterrà la corsa di Alfio Marchini.

“L’obiettivo è vincere – si legge in una lunga nota di Forza Italia – Occorre una proposta unitaria delle forze moderate e liberali, con un forte spirito civico: una risposta fuori dalle logiche di partito e dagli interessi dei partiti. Per questo abbiamo deciso di sostenere e fare nostra la candidatura di Marchini“. Quella di convergere sul nome dell’imprenditore romano non è una scelta nuova, sostengono in Forza Italia: “Era stato la nostra prima opzione, ed era caduta per i veti posti da un alleato della coalizione. Per questo avevamo chiesto il sacrificio di scendere in campo per unire il centro-destra, con il consenso di tutti. Non per colpa sua, né per scelta nostra, quella che era nata come una soluzione unitaria oggi è diventata una candidatura divisiva”.

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Forza Italia ricorda che “Marchini ha condotto in questi tre anni un’opposizione costruttiva, libera ed efficace e col suo movimento civico ha combattuto e vinto battaglie importanti per i romani. Con lui condividiamo una cultura moderata, ispirata ai valori liberali, cristiani, riformatori. E’ l’unica figura – lo dicono tutti i sondaggi – che al ballottaggio contro tutti gli altri schieramenti politici può vincere. In questo senso rivolgiamo un appello ai nostri amici del centro-destra: siamo ancora in tempo perché tutti convergano, come noi abbiamo fatto, sul candidato che ha la più alta possibilità di successo“.

Il candidato del Pd Roberto Giachetti va avanti per la sua strada: “A me di Berlusconi, Salvini e Meloni non me ne frega niente – ha detto a SkyTg24 – ma se un cittadino romano, che fino a ieri ha votato a destra, pensa che io, volendo aumentare le corsie preferenziali, meriti la sua fiducia, sarò ben lieto che questa fiducia arrivi”. E non risparmia una stoccata al suo avversario: “Esprimo tutta la mia solidarietà a Marchini che dovrà rivedere lo slogan sui suoi manifesti, visto che c’è scritto ‘Liberi dai partiti’. Non so se ci metterà una pecetta sopra per togliere ‘liberi’ o qualcos’altro. Ho visto centinaia di cartelloni con scritto ‘liberi dai partiti’, bisogna che si intervenga perché da oggi mi sembra che così non sia”.

Immediata e stizzita è stata invece la replica di Matteo Salvini, leader della Lega Nord, alla decisione di FI: “Renzi e Casini chiamano e Berlusconi risponde. Continua l’incredibile balletto di Forza Italia che anche oggi cambia candidato. Per quanto riguarda noi ora è tutto più chiaro e semplice: a Roma l’unica candidatura di centrodestra e contro ogni inciucio si chiama Giorgia Meloni sostenuta dalla Lega”. Dello stesso tenore le parole della stessa Meloni: “Siamo contenti della semplificazione del quadro politico a Roma. Ora ci aspettiamo un’ulteriore semplificazione con la diretta e aperta convergenza di Alfio Marchini e di Forza Italia sul candidato del Pd e di Renzi, Roberto Giachetti”. Poi su Facebook rincara la dose: “Forza Italia molla Bertolaso (ma come, non doveva vincere al primo turno?) e sceglie di convergere…su Marchini! Cioè sul candidato di Alfano, Casini e di tutto quell’ex centrodestra che ama governare con Renzi. Con quale obiettivo? Evidentemente aiutare il Pd ad arrivare al ballottaggio, nella città in cui Renzi è più in difficoltà. Un ‘pattone del Nazareno'”.

Chi sembra invece in procinto di accogliere l’invito di Forza Italia è il “quarto” candidato della destra a Roma, Francesco Storace. “E’ con noi”, ha detto il capogruppo al Senato Paolo Romani. E il tweet postato dallo stesso Storace sembra lasciar trasparire un certo apprezzamento per la mossa di Berlusconi: “A brigante, brigante e mezzo”. Un proverbio che suggerisce che a volte è necessario utilizzare gli stessi modi ingiusti dell’avversario, ancor meglio di lui.

Con le amministrative alle porte e le divisioni che stanno affiorando con sempre maggiore forza ed evidenza, c’è da scommettere che questa frattura tra le due anime del centro-destra possa avere delle ripercussioni violente, non solo a Roma e non solo a livello locale, già nel breve periodo.

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