Roma, Fassina si aggrappa al Tar ma Sel litiga sul pasticcio liste

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Il candidato sindaco di SI: «Noi andiamo avanti, con il Pd differenze profonde». Giachetti: ho sempre parlato alla sinistra, a Cuperlo chiedo una mano

«Una tragedia, se salta la lista di Sel a Roma è un vero dramma, sono voti che andrebbero all’astensionismo». Così Arturo Scotto, capogruppo di Sel alla Camera, commenta l’esclusione delle liste di Stefano Fassina, candidato al Comune di Roma con Sinistra Italiana e Sel. Lui stesso ieri si è assunto «ogni responsabilità» dell’errore «prevalentemente materiale» e confida nel ricorso che oggi sarà presentato al Tar del Lazio. Ma se gli avvocati di Fassina sono «ottimisti», nella pancia della Sel romana non c’è altrettanta sicurezza e sta anche scoppiando un bubbone, perché nella capitale ha un buon consenso e si troverebbe ferma un giro suo malgrado. A vantaggio dell’astensione, perché i voti della sinistra andrebbero solo in parte a Roberto Giachetti (e Fassina ha già quasi escluso una convengenza: «I nostri programmi sono profondamente distanti»), un’altra parte alla grillina Virginia Raggi, più che altro «per ripicca» contro il Pd. E anche una mancata indicazione di voto alternativo terrebbe Sel fuori gioco

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