Prove di dialogo Pd-Sel a Roma. Guai in casa M5S?

Amministrative

Orfini annuncia un incontro con i vertici dei vendoliani, mentre nel Pd si lavora a un’altra candidatura: in pole Massimo Bray. Espulsioni tra i cinquestelle, tra i quali cresce la preoccupazione

“Il cantiere del centrosinistra per noi rimane aperto fino all’ultimo momento e siamo pronti a discutere di tutto, idee, programmi e progetti”. Con queste parole, il commissario del Pd di Roma Matteo Orfini ha annunciato di aver concordato un appuntamento con i vertici capitolini di Sel per la prossima settimana. “Verificheremo se esiste un confronto possibile”, conferma Paolo Cento, segretario dei vendoliani nella Capitale. È un primo tentativo di ricucire un dialogo, che sembrava ormai interrotto, come auspicato anche dai ‘minisindaci’ dei municipi romani, che oggi hanno organizzato un’iniziativa al teatro Brancaccio. Anche perché la candidatura di Stefano Fassina per Sinistra italiana viaggia ormai su un proprio binario, che non sembra poter incontrare quello parallelo di Roberto Giachetti, al momento unico candidato alle primarie per il Pd.

Sia dentro Sel che tra i dem, comunque, qualche malumore continua a serpeggiare. Da una parte, non pochi esponenti del partito di Vendola continuano a ritenere un suicidio la decisione di rompere l’alleanza di centrosinistra e starebbero meditando di non seguire la scelta di sostenere Fassina per partecipare invece ai gazebo. Dall’altra, il passo in avanti di Giachetti ha lasciato qualche malumore (per il metodo, più che per la persona in sé), che potrebbe aggregarsi attorno al nome di un contendente alle primarie. Nelle ultime ore, il più accreditato sembra essere l’ex ministro della Cultura, Massimo Bray, sul quale convergerebbero non solo quasi tutta la minoranza interna, ma anche esponenti più vicini all’area renziana. La candidatura, però, è ancora da costruire: non è detto che Bray riesca infatti a riunire tutta l’area variegata alla ricerca di un’alternativa a Giachetti, con il rischio che emergano altri nomi (Estella Marino, Roberto Morassut).

Il tutto, mentre la destra ancora annaspa, con Giorgia Meloni nel ruolo della sora Tentenna e la suggestione di Guido Bertolaso che appare più un ballon d’essai, e il M5S è alle prese con una nuova ondata di espulsioni, che si sta abbattendo su alcuni dei candidati alle comunarie, come rivelato da Giornalettismo. Secondo quanto apprende Unità.tv, nel Movimento si sarebbe diffusa una forte preoccupazione riguardo a una vicenda interna al Comune, che potrebbe coinvolgere anche alcuni degli uomini forti dei Cinquestelle capitolini in vista della prossima tornata elettorale, come Marcello De Vito.

Intanto, Giachetti procede per la propria strada. Nonostante il grave lutto familiare che lo ha colpito, infatti, il candidato dem sta preparando la propria campagna in vista delle primarie: Michela Di Biase sarà la coordinatrice del suo comitato, la cui sede aprirà martedì nel quartiere Prati (ma altri mini-comitati saranno previsti in altre zone della città). E da oggi ha anche il suo primo avversario ufficiale alle primarie: il sottosegretario Domenico Rossi, sostenuto dal Centro democratico di Bruno Tabacci.

Per quanto riguarda le candidature nella lista del Pd, invece, Orfini ha chiarito che se ne riparlerà dopo le primarie, per poter coinvolgere anche quello che sarà a quel punto il candidato sindaco ufficiale. “”Il primo febbraio – ha annunciato inoltre il commissario dem di Roma – in occasione dell’apertura del tesseramento nazionale 2016 del partito, completeremo e presenteremo il lavoro di rigenerazione e ristrutturazione del Pd a Roma con degli strumenti e innovazioni interessanti che illustreremo in quell’occasione”.

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