Roma, Berlusconi impone il suo vecchio amico Bertolaso

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Brutta figura di Lega e Giorgia Meloni, che subiscono Silvio

Alla fine ha vinto Berlusconi: la destra ha scelto Guido Bertolaso per la corsa al Campidoglio.

Lo stesso Bertolaso nei giorni scorsi aveva assicurato che non si sarebbe candidato “per ragioni di famiglia” ma ha cambiato idea dopo le pressioni dell’ex Cavaliere.

L’ex capo della Protezione civile non è esattamente un volto nuovo. Sempre vicino a Berlusconi, Bertolaso ha gestito con tutte le polemiche  e anche le inchieste che ci sono state il terribile terremoto dell’Aquila. Lui stesso è rimasto invischiato in diverse inchieste e infatti deve ancora ancora affrontare un processo in primavera. Il prossimo 4 marzo, due giorni prima delle primarie romane del centrosinistra, è fissata infatti l’udienza dell’ex capo della Protezione civile, coinvolto nel procedimento “Grandi rischi bis” con le accuse di omicidio colposo plurimo e lesioni presso il tribunale dell’Aquila.

Dunque la destra, dopo il poco commendevole fuggi fuggi di Giorgia Meloni e i reciproci veti – su Marchini, su Rita Dalla Chiesa – ripiega su un personaggio del recente passato, Guido Bertolaso, uomo del fare (ma del fare che?) proprio come piace a Berlusconi, che infatti lo ha imposto. Dimostrando, una volta di più, di essere ancora il padrone della destra, fra una Lega un po’ meno arrembante e la Meloni che sogna traguardi nazionali e che è sostanzialmente scappata da Roma, dopo aver silurato Alfio Marchini come candidato della destra (ma lui resta in campo, rubacchiandosi voti con Bertolaso).

Berlusconi-Bertolaso, allora, e il nastro si riavvolge andando indietro fino al terribile film dell’Aquila, agli scandali, alle cricche, ai processi, alle chiacchiere pecorecce del Salaria Sport Village. Berlusconi-Bertolaso, roba da primi anni Duemila. Un tasto rewind azionato diabolicamente dall’ex Cavaliere, che però ha dimostrato di non sapere vedere oltre la sua cerchia di dieci anni fa.

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