Roger Corman: “I supereroi sono in declino, presto faranno un tonfo”

Cinema
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Ironia indelebile e commenti graffianti: così il cineasta di culto ha convinto Locarno

Al Festival del Film di Locarno, tutti in piedi per la standing ovation alla storia del cinema americano. Considerato da sempre un cineasta di culto che ha contribuito significativamente a cambiare il modo di fare, pensare e organizzare il cinema, Roger Corman ha portato in riva al lago svizzero i suoi 90 anni suonati, appoggiati a un semplice bastone, alla sua indelebile ironia e al cordiale sorriso con cui accompagna sia i tributi che riceve, sia i suoi graffianti commenti. Il rock ‘n roll, i movimenti studenteschi del ’68, i racconti di Edgar Allan Poe sono stati i filoni che hanno caratterizzato la carriera di regista, sceneggiatore e produttore di Roger Corman, “il ribelle” del cinema americano, specializzato nella realizzazione di film a basso costo, ma di alta qualità e di larga popolarità. Cinquantanove film in 50 anni di attività gli sono valsi l’Oscar alla carriera, sei anni fa, e l’omaggio della “Filmmakers Academy” (il progetto di formazione di giovani registi) di cui è stato ospite al 69mo Festival del Film di Locarno.

“Era il tempo in cui si usciva dal jazz e dal rythm and blues – ha commentato Roger Corman -, il rock ‘n roll con le sue band impazzava ed era adatto a film a piccolo budget. Fu divertente fare film come Carnival RockeRock All Night. Di Edgar Alla Poe mi colpì il fatto che i suoi racconti si muovessero su un doppio livello, realistico (I vivi e i morti, il primo che girai, era quasi una storia d’amore) e dell’inconscio, addirittura prima di Freud. Erano storie in chiaroscuro”. Restano celebri titoli come Il Pozzo e il Pendolo e La Maschera della Morte Rossa che imposero l’horror e consacrarono a icone di quel genere attori come Boris Karloff, Vincent Price, Peter Lorre. “Tre attori straordinari e tre uomini meravigliosi – ha sottolineato Corman – Vincent Price, in particolare, era estremamente intellettuale, raffinatamente colto e ossessionato dall’arte. Era molto parsimonioso, ma spendeva tutti i suoi soldi in opere d’arte moderna. Aveva una collezione che valeva un patrimonio, ma la donò per intero a un museo di Los Angeles”.

Roger Corman con il suo sensibile e originale sguardo d’autore ha reinventato il cinema di genere, dall’horror alla fantascienza, fino allo splatter. Basti ricordare capolavori come La piccola bottega degli orrori, girato in due giorni e una notte, eppure destinato a una lunga vita, oppure Il massacro del giorno di San Valentino.

“Qualcuno ha detto che i miei sono film sperimentali – ha osservato Corman -. In effetti, ho trapiantato nel film di genere il mio punto di vis ta.Il massacro, ad esempio, ho voluto raccontarlo in maniera quasi documentaristica. Ho insistito per mantenere uno stile che fosse il più possibile giornalistico”.

Lo spirito ribelle e le capacità professionali di Corman (fondò la casa di produzione New World Picture) lo hanno reso un punto di riferimento per una generazione di cineasti, da Francis Ford Coppola a Martin Scorsese, da Jonathan Demme a James Cameron e Ron Howard. “A un certo punto, scoprii che anche i sovietici facevano film horror, peraltro con alti budget. Volai a Mosca a comprarli per portarli negli Stati Uniti, ma vidi che quei film erano infarciti di propaganda antiamericana. Così, gli spiegai che avrei dovuto tagliare tutti i riferimenti politici. Ero preoccupato, temevo che quei comunisti si sarebbero incavolati. Invece, si fecero una bella risata: ‘Si capisce. Taglia tutto quello che vuoi’, mi risposero. Tornato a Los Angeles, andai alla Ucla University di Los Angeles per selezionare gli studenti più bravi nel montaggio. Scelsi Francis Ford Coppola: quello di ‘tagliatore’ di film sovietici fu l’inizio della sua carriera. Poi, quando è diventato il grande regista che è, mi ha voluto in dei piccoli ruoli in due suoi film”.

I film di Corman hanno lanciato divi del calibro di Jack Nicholson, Charles Bronson, Robert De Niro, Sylvester Stallone, Sandra Bullock. In veste di distributore, ha portato negli States titoli di registi esteri che più ha amato, da Fellini a Truffaut, da Bergman a Kurosawa, collezionando numerosi Oscar per il miglior film straniero. “Sono stato molto vicino al movimento studentesco americano, che si batteva per i diritti civili e contro la guerra in Vietnam – ha ricordato Roger Corman – Era l’unica cosa sensata da fare, opporsi alle ottusità del governo e alle ingiustizie sociali. Ho fatto film come L’odio esplode a Dallas, sulla discriminazione razziale, battuta per legge ma ancora circolante nella testa di molti americani, e I Selvaggi, sulle ribellioni giovanili. Mi spiace per Easy Rider, avrei voluto realizzarlo, ma ho comunque dato una mano a farlo produrre”.

Gli effetti speciali hanno segnato la fine della sua carriera di produttore. “Quando hanno tirato fuori Star Wars ho capito che i miei film a piccolo budget non avrebbero avuto più spazio – ha affermato Corman – Poi, sono arrivati gli effetti digitali, che hanno i reso i film agili, non più obbligati a essere girati negli Studios, per non parlare della distribuzione veloce in dvd, eccetera. I costi degli sfx? Sono alti ma dipende dall’uso che se ne fa. James Cameron lavorava con noi a La Galassia del Terrore e una sera gli chiesi d’inventar si qualcosa che rendesse il film meno piatto. Il giorno dopo mi sbalordì. ‘Come hai fatto?’, gli domandai e lui: ‘Sono andato da MacDonald e ho comprato merce per una dozzina di scatole che, poi, ho dipinto e ho appiccicato alle pareti’. Capite? Aveva usato pochi dollari con molta intelligenza. Nessuna meraviglia che, in seguito, abbia usato i milioni di dollari dei film più costosi della storia, Titanic e Avatar, con uguale intelligenza”.

Corman accetta anche di indicare i suoi eredi, James Bloom come produttore e, come regista, Timur Bekmambetov (I Guardiani del Giorno, I Guardiani della Notte, Ben Hur), prima di concludere con un paragone tra i suoi mostri e quelli moderni, in 3D. “I mostri di oggi sono certamente migliori dei nostri – ha ammesso Corman – Il problema è che, oggi, si fanno più sforzi produttivi per i mostri che per le storie, che spesso non reggono. Eppoi, nei miei film i mostri non si vedevano, o apparivano pochissimo, per lasciare spazio alla fantasia degli spettatori. Oggi, fra Supereroi originali e imitazioni, il pubblico è rimpinzato di queste immagini. Ma Batman e Superman hanno raggiunto il picco e i Supereoi sono in declino: vedrete che faranno un tonfo”.

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