Roaming addio, giù i costi telefonici in Europa. Ma M5S vota contro

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epa04998455 A hand holds a mobile phone showing SMS roaming information in the European Parliament in Strasbourg, France, 27 October 2015. Members of the European Parliament were voting on whether to scrap data roaming charges within the EU for mobile phone users.  EPA/PATRICK SEEGER

Dal 15 giugno 2017 chiamare, inviare sms e navigare in rete tramite cellulari nei 28 Stati Ue costerà quanto a casa propria. Nuove misure anche sulla neutralità della rete. Nell’aula di Strasburgo si distingue il no di Cinquestelle e Ukip

Il Parlamento europeo ha approvato l’accordo raggiunto all’interno del Consiglio europeo, che abbatte definitivamente i costi del roaming internazionale all’interno dei 28 Stati membri. Dal 15 giugno 2017, chiamare, inviare sms e collegarsi a una rete dati mobile all’interno dei confini europei non comporterà alcun costo aggiuntivo rispetto a quanto si paga normalmente nel proprio Paese.

roaming-chiamatePrima di arrivare a quella data, è previsto un periodo di transizione, che inizierà il primo aprile 2016. In questa fase, le tariffe saranno abbattute, fino a pagare in molti casi fino a quattro volte in meno di quanto accade oggi. Il ricarico massimo che le compagnie potranno applicare, infatti, è pari a 5 centesimi al minuto per le chiamate, 2 centesimi per i messaggi e 5 centesimi a megabyte per i dati. Sulle chiamate ricevute, invece, il ricarico massimo sarà calcolato sulla base della media ponderata dei tassi massimi applicati in tutta l’Ue.

 

Oltre alle novità sul roaming, il provvedimento approvato oggi a Strasburgo impone nuove misure sulla neutralità della rete, vietando ai fornitori di servizi Internet in tutta Europa di discriminare o limitare contenuti, applicazioni o servizi veicolati, indipendentemente dal mittente e dal destinatario. Gli operatori, inoltre, non potranno fornire ai clienti che pagano di più un servizio migliore. Ulteriori servizi specializzati, infatti, potranno essere forniti solo se non compromettono l’accesso a Internet aperto, se contribuiscono allo sviluppo di servizi innovativi e se la capacità della rete è sufficiente.

“Tutti i cittadini europei – spiegaroaming-dati Patrizia Toia, capodelegazione del Pd – potranno accedere o distribuire contenuti su Internet, il traffico dovrà essere equo, senza discriminazioni, limitazioni o interferenze e gli operatori non potranno creare Internet di serie A e di serie B”.

L’accordo è stato approvato a larga maggioranza dall’Europarlamento, che ha anche respinto gli emendamenti presentati da diversi gruppi (Verdi, Sinistra unitaria, Efdd). Proprio il gruppo populista, che comprende tra gli altri il M5S e lo Ukip inglese, premeva perché l’intesa fosse respinta. In tal caso, si sarebbe dovuto attendere un nuovo pronunciamento del Consiglio europeo, con i tempi necessari a rinnovare un’intesa che era già apparsa molto delicata, prima che il testo tornasse in aula a Strasburgo. Insomma, arrivare in tempo per abolire il roaming nel 2017 sarebbe stato praticamente impossibile.

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