Riscaldamento globale, verso la mediazione sulla soglia massima

Clima
COP21 bozza accordo

A COP21 probabilmente non si riuscirà a mettere nero su bianco il limite di 1.5°C, come vorrebbero Europa, Usa e gli stati più a rischio

Pubblicata ieri online la bozza di accordo finale sul clima. Le copie su carta sono state distribuite mezz’ora dopo alla plenaria convocata dal presidente della COP Laurent Fabius. Il ministro degli esteri francese aveva promesso un testo “ripulito”, ma i nodi da sciogliere sono ancora molti. Basta leggere l’articolo 2, quello dedicato al livello di ambizione del trattato definendo la soglia massima di riscaldamento globale a fine secolo. Ci sono tre alternative:

1. al di sotto di 2°C;
2. ben al di sotto di 2°C (con a seguire frasi tra parentesi quadre che citano la soglia di 1.5 °C);
3. al di sotto di 1.5°C;

Probabilmente non si riuscirà a mettere nero su bianco il limite di 1.5°C, come vorrebbero Europa, Usa e gli Stati più a rischio. La scelta sarà una mediazione in cui accanto al limite dei 2°C si farà menzione della possibilità di rivedere l’impegno in seguito. Molti altri paragrafi sono ancora da definire, in particolare sul tema della finanza. Positivo che sia stato introdotto il concetto di emissioni pro capite e di elementi etici, come la salvaguardia delle popolazioni indigene.

Il presidente ha riconvocato la plenaria per le 20 e in quella sede sono stati espressi i primi commenti. Tutti hanno apprezzato le modalità trasparenti e dirette con cui si stanno svolgendo i negoziati. Nel merito le opinioni sono naturalmente molto diverse ma, come ha commentato qualcuno, se le reazioni sono opposte, significa che il testo è davvero bilanciato. Ha stupito la valutazione positiva del documento da parte della Cina. Pechino ha preso la parola a nome del gruppo G77+Cina, l’erede di quelli che ai tempi della guerra fredda si chiamavano “paesi non allineati”, e ha dichiarato che “il testo è una base accettabile per i negoziati”.

Le due plenarie parallele sono state riconvocate per mezzanotte e sono proseguite a oltranza. La più importante, quella dedicata ai tre temi centrali di ambizione, finanza e differenziazione, era presieduta dallo stesso Laurent Fabius. L’obiettivo è di avere una penultima draft per stasera, lasciando venerdì i testi in mano allo staff linguistico e legale delle Nazioni Unite che avrà il compito di limarlo e renderlo giuridicamente efficace. Se i tempi saranno rispettati, la plenaria finale di sabato dovrebbe approvare l’accordo concludendo la conferenza nei tempi o quasi, che sarebbe anche questo un record, permettendo agli oltre quarantamila delegati presenti a Le Bourget di tornare a una vita normale.

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