Rinviare il referendum? Palazzo Chigi contrario, Alfano resta solo

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Brunetta (FI): “Fantapolitica”

Matteo Renzi non intende spostare il referendum. Palazzo Chigi smentisce categoricamente l’ipotesi di un rinvio che viene accreditata da alcuni giornali (tipo Il Fatto), tanto è vero che il premier sarà stasera a Padova proprio ad una manifestazione per il Sì.

Era stato stamane Angelino Alfano a riprendere la proposta di Pierluigi Castagnetti di un rinvio del referendum del 4 dicembre, ma la sua sembra un’iniziativa solo sua del suo partito.

D’altra parte lo stesso ministro dell’Interno ha sottolineato di parlare “a livello personale”: “Qualora una parte dell’opposizione chiedesse lo spostamento del referendum, mi unirei alla richiesta. Lo dico a livello personale come capo del mio movimento e credo che una richiesta di questo tipo non potrà non essere presa in considerazione”. Alfano si è rivolto indirettamente a Berlusconi: “Credo che la cultura di governo e la posizione politica di un movimento come Forza Italia – ha aggiunto il ministro dell’Interno -, guidato da qualcuno che ha dovuto subire anche dei terremoti durante la propria gestione del Paese, mi riferisco a Berlusconi e L’Aquila, conosca bene quanto diventi indispensabile recarsi sui luoghi del sisma, e quanto anche dal punto di vista dello spirito pubblico diventi difficile una campagna elettorale che separa un Paese che invece ha bisogno di essere unito”.

Però è Renato Brunetta a chiudere ogni spiraglio: “In merito all’assurda ipotesi su un fantomatico rinvio del referendum confermativo, già fissato per il prossimo 4 dicembre – ipotesi che questa mattina il ministro Alfano ha subdolamente cavalcato, gettando la palla nel campo delle opposizioni – la posizione di Forza Italia è chiara e cristallina: rinviare la consultazione costituzionale sarebbe da folli e irresponsabili. Non siamo disponibili a prendere in considerazione ipotesi che vanno annoverate sotto la voce fantapolitica“.

Inoltre si attende a giorni l’ordinanza del Tribunale civile di Milano chiamato ad esprimersi sul ricorso presentato dall’ex presidente della Corte Costituzionale Valerio Onida che chiede di accertare, in via d’urgenza, il diritto dei ricorrenti a votare «su quesiti non eterogenei, a tutela della loro libertà di voto».

E’ chiaro che se il Tribunale accogliesse il ricorso del presidente emerito della Corte Costituzionale, rinviando gli atti alla Consulta, il rinvio del referendum sarebbe automatico.

 

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