Riforme, Renzi: “Vedremo con chi sta il popolo”

Governo
Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in Regione per la firma dell'accordo sul 'Passante di mezzo' di Bologna (l'allargamento dell'attuale tracciato autostradale che scorre lungo la tangenziale della città), 15 aprile 2016. 
ANSA/GIORGIO BENVENUTI

Il referendum ci dirà se la gente vuole cambiare davvero o si accontenta del solito sistema istituzionale bloccato di questi anni

Referendum – “Il referendum ci dirà se la gente vuole cambiare davvero o si accontenta del solito sistema istituzionale bloccato di questi anni. Io sono in campo, ma la differenza potete farla solo voi. Grazie a tutti quelli tra voi che si sono già offerti di formare un comitato. Il sito attraverso cui lanciare ufficialmente i comitati sarà attivato sabato 21 maggio, insieme alla partenza dei tavolini nelle città per raccogliere le firme (obiettivo: mezzo milione di firme, diecimila comitati, autofinanziamento). Fino a quel momento stiamo raccogliendo adesioni davvero interessanti. Scrivetemi anche direttamente su matteo@governo.it: basta un sì, e ridurremo il numero dei politici, taglieremo i poteri delle regioni e gli stipendi dei consiglieri regionali, eviteremo il ping-pong parlamentare e la doppia fiducia di Camera e Senato”.

“Basta un sì – scrive Renzi – e rottameremo enti inutili come il Cnel e l’abuso della decretazione d’urgenza grazie alla previsione del voto a data certa in Parlamento. Basta un sì e l’Italia sarà più semplice, come abbiamo sempre detto tutti e come non era mai stato fatto. Adesso la palla è nelle mani dei cittadini, sarete voi a decidere. E dunque noi vogliamo la massima informazione, capillare”. Il leader Pd consiglia anche alcune letture: “A chi ha qualche minuto libero suggerisco di leggere alcuni articoli piu’ pesanti di costituzionalisti o professori che entrano nel merito della riforma: il prof. Cassese sul Corriere della Sera; il prof. Fusaro sullUnita’ e gli errori di chi dice sempre no; il prof. Bin sulla lettera dei professori del No; il prof. Ceccanti.

Una risposta agli insulti e alle minacce – “A quelli che urlano, che insultano, che offendono, la nostra risposta è solo una: progetti concreti, idee semplici, coinvolgimento di cittadini. C’è un’Italia che insulta gli altri, che usa riferimenti alla mafia, che minaccia. E c’è un’Italia che invece dice sì. E ci prova. E giorno dopo giorno si carica la fatica e la gioia di restituire speranza e credibilità al Paese più bello del mondo. E dire che non fa nemmeno troppo caldo. Ma a leggere alcune dichiarazioni politiche sembra proprio che a qualcuno sia scappata la frizione. Il sindaco di Napoli mi insulta e minaccia con volgarità indegne di un uomo pubblico. I Cinque Stelle equiparano il Pd alla mafia, cercando in tutti i modi di oscurare il proprio atteggiamento incoerente sulla vicenda del sindaco di Livorno. Berlusconi dice che con queste riforme saremo al regime, ignorando che le ha votate anche lui fino al momento dell’elezione di Mattarella. Salvini accusa il Colle e Palazzo Chigi di avere le mani sporche di sangue per gli immigrati. Davanti a tutto questo scintillare di insulti e accuse, qual è la parola che usiamo per rispondere? Una sola. La parola è bellezza. Vi domanderete adesso: Matteo, tutto bene? Sei sicuro che il ‘nemmeno troppo caldo’ non faccia danno anche a te? Sto benissimo, tranquilli. È che sono proprio convinto: davanti alla guerriglia senza frontiere, davanti alla follia delle minacce, l’unica soluzione è non inseguirli. Lasciarli divertire con la battaglia nel fango, se vogliono. E continuare a parlare di cose vere, serie, grandi”.

Europa –  “Ciò che sta avvenendo in Austria dovrebbe farci riflettere. Se la politica cede alla paura, chi fabbrica mostri diventa invincibile. E per essere vincente, fabbrica sempre piu’ mostri. Finisce che i cittadini inseguono i fantasmi delle proprie paure. E chiudono la porta alla speranza, al coraggio, al futuro. Si illudono di chiudere i pericoli fuori dalle porte, ignorando che chi costruisce un muro pensa di farlo per sentirsi al sicuro ma si sta soltanto imprigionando. Coraggio, Europa. Sei nata inseguendo un ideale, non alimentando una minaccia. Noi, italiani, faremo di tutto perché l’Europa torni se stessa”.

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