Riforme, il racconto della Direzione del Pd

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Renzi: “No a diktat dalla minoranza”. La relazione approvata all’unanimità

19.11 Il voto: nessun contrario, nessun astenuto. Approvato all’unanimità. Ma una parte della minoranza non ha partecipato alla votazione.

19.10 “Se il Pd fa la sua parte, l’Italia si rimette in moto. Spero che i prossimi 24 mesi vadano in questa stessa direzione”

19.10 “Spero di arrivare prima del 15 ottobre all’approvazione della riforma costituzionale, per poter partire con la legge sulle unioni civili”

19.10 “Anche sulla legge elettorale siamo partiti da opinioni diverse, poi abbiamo cercato di arrivare a un accordo anche se qualcuno non è stato d’accordo”

19.09 “Abbiamo preso un rischio perché eravamo convinti che questa impresa era alla nostra portata. Oggi che le cose stanno cambiando sarebbe un errore politico pensare di fermarci”

19.08 “Se avessi uno strumento per cui la tassazione sulla casa sarebbe sicuramente progressiva, lo userei. Ma non ce l’ho in questo momento”

19.07 “Noi abbiamo un debito per il quale se lo mettiamo in discesa, con un ritmo diverso da quello diverso del fiscal compact (questa è la flessibilità), non vuol dire che lo facciamo crescere. Con la nostra manovra il debito va giù, è la prima volta che accade dal 2007″

19.06 “Questo partito ha votato il fiscal compact, non so quanto votando in discussione. Da quando sono stato eletto abbiamo fatto tante direzioni, non caminetti, ma senza quelli si sta meglio”

18.59 “Le soluzioni tecniche si trovano, noi cerchiamo di tenere dentro tutti coloro che possono starci, non solo nel Pd. Non utilizziamo toni per cui o si fa come diciamo noi o non ci stiamo”

18.57 “Dico a D’Attorre che questa riforma costituzionale è stata un diktat è cozzare con la realtà. È partita dal comitato dei 35 voluto dal presidente Napolitano e si rifà alle proposte dell’Ulivo. Dopo un giro d’opinione, abbiamo presentato un testo al Senato, che ha apportato 62 modifiche, altre 72 le ha fatte la Camera. Il lavoro è partito il 31 marzo 2014, sono passati 18 mesi, abbiamo ascoltato migliaia di opinioni: tutto si può dire, ma non che questo testo sia frutto di un diktat. Io ero partito da un’altra ipotesi, subito accantonata. Il punto dell’elezione dei senatori non è un punto dirimente della riforma. Quella che D’Attorre chiama forzatura, io chiamo Costituzione: se la doppia conforme c’è, non può essere rimessa in discussione. Quando faccio riferimento a legge elettorale del 1995, mi riferisco al principio di Tatarella: designazione che non corrisponde all’elezione diretta”

18.48 “Da marzo in poi aumento netto e chiaro dei contratti a tempo indeterminato dimostra contributo del Jobs Act, mentre sgravi fiscali c’erano anche nei primi due mesi. La realtà è più testarda delle idee di ciascuno di noi, non si può dire che il Jobs Act non abbia avuto risultati” (risposta a D’Attorre)

18.46 “Su Blair mi limito a ricordare che solo con lui il Labour ha vinto tre volte. Su quel periodo però credo che non ci troveremo mai d’accordo. Anche D’Alema disse delle cose, salvo poi cambiare idea”

18.45 “Ci sarà riunione del gruppo al Senato dopo il voto su Calderoli-Kyenge”

18.42 “Sarebbe affascinante discutere della formazione politica. Anche nel nostro partito: dopo elezioni amministrative e regionali non ci siamo raccontati che risultati negativi in Liguria e a Venezia vengono da primarie in cui da una parte un pezzo di partito se n’è andato, dall’altra il candidato più forte alle primarie non era forte alle elezioni. Noi una discussione sulle primarie dobbiamo farla”

18.41 “Discussione brillante e interessante. Se la nostra discussione si limita a dettagli secondari perdiamo la possibilità di essere attrattivi”

18.40 Le conclusioni di Matteo Renzi

18.34 “Necessario un Senato delle istituzioni territoriali, che hanno bisogno di una tribuna altrimenti arrivano al capolinea. Io non mi sento meno eletto dei senatori che si vorrebbe eleggere in qualche modo”

18.31 “Procedere sulla strada di una riduzione del fisco. Gli 80 euro hanno avuto un grande effetto, perché rivolti a lavoratori che ne avevano bisogno. La direzione è continuare nella redistribuzione della ricchezza, tenendo conto della progressività. Inoltre, dobbiamo mettere nella legge di stabilità un provvedimento contro la povertà”

18.29 Interviene Enrico Rossi, già candidato in pectore al prossimo congresso del Pd

18.28 Sandra Zampa interviene a lungo sul tema dell’immigrazione, sollecitando l’apertura di corridoi umanitari. Sulle riforme: “A chi sta in prima linea in Senato ricordo la non opportunità di far passare questa riforma con i voti decisivi della destra. Si cerchi con tutte le forze di fare un passo avanti”

18.17 Per la minoranza, interviene Davide Zoggia: “Non posso pensare che stasera usciamo da qui con una spaccatura. Voglio poter dire che la riforma costituzionale è una riforma del Pd, che abbiamo lavorato tutti per portarla a casa, trovando una sintesi. La lettura alla Camera è stata possibile perché tutti noi ci siamo fermati a votarla. Ma quello che pongono 28 senatori non è campato per aria, non è un gioco correntizio. Il metodo Tatarella del 1995 è una strada possibile. Chiedo con la massima disponibilità che il punto venga esplicitato meglio in altra sede”

18.13 Cecile Kyenge esprime “amarezza per il voto del Senato della settimana scorsa. È stato una grave incoerenza”. Si riferisce al voto con il quale Calderoli è stato “graziato” dall’accusa di incitamento all’odio razziale

18.10 “Possiamo rafforzare l’elezione di secondo grado, prevedendo che ci sia una designazione da parte dei cittadini. Ma non possiamo ricominciare daccapo. L’accordo nei fatti è a portata di mano, assumiamo la volontà politica di andare avanti uniti. Sarebbe delitto troppo grave se terminassimo adesso la legislatura, non cogliendo l’opportunità di andare avanti per combattere con la prossima legge di stabilità la povertà e sostenere l’occupazione”

18.06 “Sarebbe sbagliata l’elezione diretta dei senatori, è in contraddizione con il superamento del bicameralismo paritario”

18.05 Francesco Verducci (coordinatore nazionale dei Giovani turchi): “Infondata e dannosa l’accusa di autoritarismo che ci sarebbe nel binomio Italicum-riforma costituzionale”

18.01 “Su riforme, siamo in una situazione difficile a causa di strappi già consumati. Nessun diktat, ma chi ha fatto diktat in questi mesi? Ora si lavori a una situazione limpida con i senatori, senza tecnicismi. Non drammatizziamo la doppia conforme, sia perché nel merito c’è chi sostiene ipotesi diverse, sia perché se si introduce elezione diretta bisognerà cambiare anche una norma transitoria già approvata in doppia lettura conforme. Se c’è un accordo politico, si può ridiscutere tutto”

17.58 “Diamo una rotta di centrosinistra alla ripresa che si vede. Qual è il segno che diamo alla legge di stabilità? Chi sono i nostri interlocutori? Chi ha messo da parte 350 miliardi o le famiglie in difficoltà?”

17.56 “Non è il Jobs Act che sta facendo crescere i contratti a tempo indeterminato, ma le agevolazioni che sono state inserite nella legge di stabilità. Bastavano quelli senza ridurre i diritti dei lavoratori. Abbiamo un po’ di ripresa, bene la fiducia ma non raccontiamoci cose che non sono vere. Il contributo internazionale alla crescita per gli osservatori va dallo 0,6% fino all’1,5%”

17.55 Come da buona tradizione dell’oratoria di sinistra, D’Attorre inizia dal quadro internazionale: Grecia e Gran Bretagna

17.54 È il turno del bersaniano Alfredo D’Attorre, indicativo per capire l’orientamento della minoranza più intransigente

17.51 Interviene Valentina Paris, membro della segreteria Pd, componente Giovani turchi: “Non credo che elezione diretta dei senatori sia una buona soluzione. Qualche tempo fa dicevamo che le preferenze erano sbagliate. Troviamo insieme un punto di caduta, poi facciamo in modo che non ci sia qualcuno che esce dall’aula all’ultimo minuto”

17.41 “Chiunque sia sindaco o presidente di regione ha una legittimazione politica, io da solo ho preso più voti di ciascun deputato eletto, anche solo per motivi tecnici”

17.39 Interviene Sergio Chiamparino: “Avrei preferito più un modello tipo Bundesrat, ma qualunque si il modo scelto per designare i senatori, occorre trovare il modo perché di diritto nella composizione o nel listino siano inseriti i presidenti di regione e i sindaci delle città metropolitane”

17.34 Renzi prende la parola per precisare quanto detto su Grasso (video), dopo che Vendola ha commentato che avrebbe “minacciato” Grasso. “A fronte di una eventuale scelta del presidente del Senato di rimettere in discussione un articolo approvato in doppia lettura conforme, il Pd dovrebbe riunire i gruppi di Camera e Senato per decidere cosa fare”. (Erroneamente, prima il premier aveva dato l’impressione che fosse necessario riunire le Camere e non i gruppi dem, ndr)

 

17.33 “Dobbiamo avere grande rispetto per l’affermazione di Corbyn. Quando le condizioni di vita di milioni di persone sono cambiate, è probabile che cambi anche loro modo di pensare e aspettativa su chi li deve rappresentare”

17.31 “Condivido obiettivo comune di tagliare il traguardo delle riforme. Ci sono criticità nella riforma, punti che alcuni di noi avrebbe voluto diversi, ma sono state preferite altre ipotesi. Scivolamento delle decisioni dal parlamento all’esecutivo è successo in molti paesi negli ultimi decenni. Da noi rapporto tra riforma costituzionale e legge elettorale ha suscitato perplessità su questo profilo, non solo in una parte del Pd. Una parte del nostro gruppo al Senato ha chiesto elettività dei senatori per questo motivo, la risposta è nota: discutiamo senza stravolgere il processo. Noi dobbiamo uscire con una soluzione che unisca il Pd e allarghi il fronte dei sostenitori della riforma. Questo non è un braccio di ferro, non devono esserci diktat da nessuno. Cerchiamo uno sbocco da rivendicare come un successo comune. La soluzione prospettata da Vannino Chiti e altri va nella direzione giusta. Assume la legittimità dell’indicazione degli elettori, ma lascia ai consigli regionali la ratifica degli eletti. Su questa base possiamo trasmettere all’esterno un’immagine di unità”

17.25 “Sulla legge di stabilità, incoraggiamo segnali di ripresa con manovra espansiva e pressioni sull’Europa per avere margini sul deficit. Bisogna assumere il contrasto alla povertà come priorità: discutiamo di un provvedimento su questo”

17.24 Interviene Gianni Cuperlo (video): “Sul tema dei migranti, benissimo le parole, gli atti, le coerenze difese dal premier”

17.18 Si chiude così l’intervento di Matteo Renzi

17.18 “Dobbiamo difendere questa Italia. È il compito del Pd, non è cambiato niente da questo punto di vista. Dobbiamo discutere al nostro interno, e non solo, ma l’Italia è ripartita e non la ferma più nessuno. Il compito del Pd deve essere chiaro: discutiamo di dettagli tecnici o ci rimettiamo a fare politica? Avremo un congresso tra due anni in cui ognuno potrà portare le proprie idee, abbiamo discussione accesa al nostro interno, abbiamo un paese che non vuole più litigi autoreferenziali ma chiede solidità per il futuro. Spero che saremo in grado di dargliela”

17.15 “Credo che l’Italia dei gufi sia in minoranza. C’è una maggioranza che chiede fiducia, tranquillità, solidità. Che vuole investire, chiede di abbassare le tasse e alzare la speranza. È l’Italia che fa tre ore di fila all’Expo, che ha voglia di trovare luoghi in cui può chiamare patria la propria casa”

17.12 “Il Labour è rimasto l’unico luogo dove si gode nel perdere, dopo la squadra di basket degli Washington Generals. Tutto potevamo immaginare tranne che la svolta che è avvenuta, con il voto per Corbyn. Non si tratta di essere blairiano o no, ma di capire se si va alle elezioni per partecipare ma anche per vincere. Chi avrà festeggiato è sicuramente Cameron. La sinistra europea ha bisogno di una riflessione su questo, visto che una sua parte è in prima fila nelle politiche anti-immigrazione”

 

17.11 “Se i due talk show del martedì insieme fanno meno della replica di Rambo è perché tra racconti che già si conoscono, i telespettatori vanno a vedere quello fatto meglio dagli americani”

17.10 “È una legge di stabilità in cui non mettiamo le mani in tasca ai cittadini, ma abbassiamo le tasse”

17.09 “Sulle pensioni condivido la linea di Padoan: i conti pensionistici non si toccano. Ma è anche vero che se esiste la possibilità per cui in cambio di un accordo si consentano forme di flessibilità in uscita con piccoli aumenti di costi nell’immediato, ma vengono recuperati in prospettiva, credo sia sensato farlo”

17.07 “Abbiamo spesso opposizione tracotante e prepotente, ma ci mette in difficoltà quando Maroni richiama costantemente i costi standard. È un tema che non pone solo lui, su questo vogliamo intervenire in questa legge di stabilità”

17.05 “Immaginiamo un patto con i sindaci su due temi: restituiamo paro paro tutto ciò che viene tolto con l’abolizione di Imu e Tasi e sblocchiamo il patto di stabilità per i piccoli lavori che consentono di far muovere l’economia e dare risposte ai cittadini”

17.03 “Lavoriamo perché il settore edile possa restituire una speranza all’Italia”

17.01 “Noi non vogliamo eliminare l’Imu e la Tasi per scopo elettorale, ma per ridare fiducia a un comparto che ha sofferto più di tutti. Secondo me non sono la priorità, tanto è vero che siamo partiti dagli 80 euro e dall’Irap. Ma Imu e Tasi sono percepiti oggi come ‘la tassa’. Sarà frutto di decenni di polemiche, che hanno suscitato inquietudine. Semplificare è una componente di fiducia per gli italiani. Per questo l’Imu e la Tasi devono andare via per tutti e per sempre. È vero quello che dice qualcuno sul tenerlo al di sopra di certi metri quadri, ma non darebbe un messaggio chiaro di fiducia”

16.57 “La Cgia di Mestre dice che questo è il primo governo che abbassa le tasse. Questo non nasce dal desiderio di consenso elettorale. Le elezioni le vinci suscitando una speranza”

16.55 “Il presidente del Senato ha lasciato intendere che potrebbe riaprire al voto un articolo già approvato in doppia lettura conforme. In tal caso, forse bisognerebbe convocare una riunione di Camera e Senato, visto che non è mai successo. Se invece si riapre solo la parte non già approvata in doppia conforme, l’accordo si trova in 10-12 minuti. Ma l’elezione diretta non può esserci, perché già esclusa in doppia lettura conforme. La proposta Tatarella di qualche tempo fa prevedeva una designazione poi confermata nel consiglio regionale. Su questo mi auguro si possa portare tutto il Pd. Non c’è un obbligo costituzionale per cui tutti devono votare come dice il partito, ma c’è un principio di buon senso: siamo a un passo dal traguardo, chi vuole interrompere il percorso deve dirlo e motivarlo all’interno e all’esterno”

16.53 “Riduttivo e frustrante limitarsi alla discussione su un emendamento. Tutti i nostri militanti ci dicono di non fermarci adesso”

16.52 “Io ho mollato il primo giorno sulla mia idea: pensavo che avrebbe avuto più senso mettere i sindaci nel nuovo Senato. Siamo aperti a ogni tipo di discussione, senza particolari preclusioni. Riteniamo che abbia una logica che se questo è il Senato delle autonomie lo sia sul serio. Se qualcuno vuole una discussione civile sul merito, noi ci siamo. Ma se qualcuno vuole utilizzare la Costituzione per una sorta di diktat della minoranza, noi non ci fermeremo. Si è avuta la sensazione di un rilancio continuo in queste ore: si sappia che se i diktat non li mette la maggioranza, non può metterli la minoranza”

16.50 “Le riforme dell’Ulivo negli anni precedenti erano perfino più ambiziose di questa. Alcune davano il potere al premier di sciogliere le camere, altre proponevano la sfiducia costruttiva. In questa riforma, nessun potere del presidente del consiglio viene modificato. Una risata è l’unica risposta possibile a chi dice che questa riforma vede una svolta autoritaria”

16.48 “Noi su questa riforma (costituzionale, ndr) metteremo la faccia. E voglio vedere chi presiederà i comitati d3el no al referendum nei singoli territori”

16.47 “L’idea che nel cda della Rai una funzionaria del Senato non possa sedere, mentre rappresentanti delle associazioni civili sì, appartiene a una visione che la politica non abbia la stessa importanza. Noi stiamo restituendo dignità alla politica”. Secondo applauso

16.45 “Le riforme che abbiamo fatto rendono ognuno di voi orgoglioso di stare nel più grande partito europeo”

16.44 Sulla riforma elettorale: “Si dice che ormai gli elettori alle urne sono abituate a fare zapping: noi le abbiamo dato il telecomando. E ciascuno di voi se si ricandiderà avrà un collegio, così staremo più sul territorio di quanto abbiamo fatto con il Porcellum”

16.43 Renzi cita Giappone-Sudafrica di rugby, con la vittoria a sorpresa dei Nipponici all’ultima azione

16.42 “Questa legislatura è nata male, perché non è riuscita a fare né un governo né un presidente della Repubblica all’inizio del proprio cammino. La svolta è stata quando abbiamo deciso di fare le riforme. Ci avevamo provato anche prima, ma si era bloccato tutto”

16.41 Il primo patto del Nazareno lo abbiamo fatto in questa stanza, quando prendendo atto della situazione del governo precedente, abbiamo deciso di cambiare passo”

16.40 “L’Italia si è rimessa in moto perché le riforme che abbiamo iniziato hanno dato tranquillità al paese, lo dimostra anche la crescita dei dati del turismo. Diciamocelo, quello dell’Italia è un problema di fiducia. Il compito di chi governa non è fare lo storytelling delle cose positive, ma arrendersi alla realtà”

16.38 Il primo applauso dalla sala arriva sul Jobs Act: “La stabilizzazione dei precari era uno dei motivi per i quali avevamo iniziato a fare politica”

16.37 “È vero che la crescita del dollaro aiuta l’export europeo, ma è anche vero che l’Italia cresce più di tutti gli altri, il doppio della media dell’Eurozona. E lo spread non è solo sceso, ma è passato da 194 a 111 da quando c’è questo governo, scendendo molto più di quello spagnolo. La Borsa di Milano sta al +14% (più del doppio della media delle altre)”. Altri dati positivi sono Pil, occupazione (“rilanciata grazie al Jobs Act, lo dico con il rispetto per chi non ha votato quel testo: sta dando diritti a coloro i quali erano stati dimenticati in passato”)

16.35 “Due mesi fa ancora parlavamo del rischio di contagio dalla Grecia all’Italia”

16.33 Renzi passa ora all’economia. “In quest’estate è cambiato il clima economico del paese, con una previsione al rialzo dei dati. Noi eravamo stati fin troppo prudenti nel dire come lì’Italia si stava rimettendo in moto. Le riforme servono. Smentisco che l’Italia riparte non per le riforme, ma per la situazione internazionale, un film parallelo partito in questi giorni. Le situazioni internazionali non sono tutte positive, come il crollo del prezzo del petrolio”

16.31 “Nell’Europa nata perché un muro era caduto nel 1989, oggi si ritirano su i muri, anche con il consenso di governi teoricamente di sinistra”. E cita Calvino: “Se alzi un muro, pensa a ciò che lasci fuori”

16.28 Indirettamente Renzi difende la scelta (contestata da qualcuno) di aver mostrato la foto del bambino siriano morto sulla spiaggia di Bodrum: “I bambini morti purtroppo ci sono sempre, è l’immagine, la comunicazione a farli diventare un caso politico”, favorendo così la ricerca di una soluzione

16.27 “Invidiabile coerenza ce l’hanno invece i Cinquestelle, che passano da Farage a Orbàn. E dovremmo fare un ragionamento sul fatto che loro sono quella roba là”

16.26 Sull’immigrazione Renzi sottolinea che “il cambio di posizione di alcuni nasce dalla mancanza di politica, molti leader sono apparsi come surfisti dell’istanzte che si buttano sull’ultima agenzia senza considerare quello che hanno detto prima. Lo hanno fatto anche i nostri avversari interni, ogni riferimento alla Lega è puramente voluto”. E ricorda che Salvini era assente anche a una riunione del parlamento europea con l’assemblea strapiena, perché era in tv a dire che avrebbe accolto un immigrato in casa, mentre prima aveva sempre invitato provocatoriamente i suoi interlocutori a farlo loro

16.24 “La legge di stabilità che stiamo scrivendo utilizza alcune delle possibilità di flessibilità che la nostra discussione in Europa ha prodotto. Ora l’Italia libera da vincoli può giocare un ruolo nella discussione tra flessibilità e investimenti sul futuro”. Il premier puntualizza comunque che “la riduzione del debito è un tema di sinistra, perché corrisponde alle esigenze dei nostri figli e nipoti”

16.22 “Le scissioni funzionano molto come minaccia, non alle elezioni. Chi di scissioni ferisce, di elezioni perisce”, dice Renzi in riferimento alle elezioni greche di ieri

16.20 “Non parto dai commi degli emendamenti sulle riforme, né dalla discussione interna di un partito che qualcuno vorrebbe lontano dal paese e invece raccoglie il 2×1000 di oltre 500mila cittadini”

16.17 “Ritengo che la Buona scuola sia stata resa possibile dalla vostra insistenza e tenacia”. Renzi inizia valorizzando il lavoro di tutto il partito su una riforma che lui stesso riteneva centrale. “Vorrei dirvi grazie per avere insistito”

16.15 Matteo Renzi inizia parlando della Buona Scuola e spiegando che avrebbe voluto mostrare un video, che però non riesce a mostrare per motivi tecnici. Potete vederlo qui accanto

16.13 Matteo Orfini preannuncia che alle 19 si voterà. Due notizie: l’orario di chiusura e, soprattutto, che si voterà

16.10 Iniziata la diretta streaming

16.08 Intervistato da Unità.tv, Ettore Rosato garantisce che tutto il Pd sarà protagonista della riforma costituzionale (video)

16.07 La diretta streaming della Direzione si può seguire su Unità.tv

16.03 A pochi minuti dall’inizio, Davide Zoggia, esponente della minoranza molto vicino a Bersani, spiega che “se Renzi dimostrerà disponibilità sull’articolo 2 comma 5, bene. Lo spirito è quello di andare avanti e di non creare nessun tipo di incidente”. Inoltre, preannuncia l’intenzione – già manifestata anche da altri – di portare tra i temi già della riunione di oggi anche le misure economiche a sostegno delle fasce più deboli.

15.55 Matteo Renzi è arrivato al Nazareno. Entrando dall’ingresso posteriore del collegio del Nazareno, il premier canticchiava Champagne di Peppino Di Capri.

15.52 “La voglia di rompere non c’è, sono ottimista su come andrà oggi”. Lo ha detto Franco Marini arrivando alla sede dem.

d'attorre direzione Pd15.48 Uno dei più ricercati dai giornalisti per capire l’umore della minoranza dem è come sempre Alfredo D’Attorre, mostrato nella foto mentre viene intervistato nella strada che porta all’ingresso del Nazareno

15.38 Prima dell’inizio della Direzione, Unità.tv ha raccolto le previsioni su come andrà dei parlamentari Giampaolo Galli e Cesare Damiano e del giornalista Nino Bertoloni Meli (video)

15.33 Non parteciperà alla riunione di questo pomeriggio l’ex segretario Pier Luigi Bersani, che dopo aver partecipato ieri sera alla Festa de l’Unità di Bologna, stasera parlerà a quella di Modena.

15.20 A pochi minuti dall’inizio della riunione della Direzione, il Partito democratico è ancora impegnato alla ricerca di una proposta di mediazione sulla riforma costituzionale. Un dialogo che proseguirà molto probabilmente anche dopo la riunione di oggi: gli esperti si vedranno nuovamente domani al Senato per provare a mettere a punto un emendamento condiviso da inserire nel comma 5 dell’articolo 2 della riforma. Il passaggio di oggi è soprattutto politico: che atteggiamento mostrerà Renzi? come reagirà la minoranza? Finora sembrano certi due elementi: la riunione dovrebbe chiudersi con un voto sulla relazione del segretario; la minoranza mostra atteggiamenti diversi al proprio interno.

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