Incredibile ma vero: la riforma è più leggibile della Costituzione attuale

Referendum
costituzione

Una delle principali critiche dal fronte del No riguarda la presunta incomprensibilità ed eccessiva lunghezza del testo costituzionale riformato

Un articolo pubblicato ieri su affaritaliani.it sottolinea che, nel complesso, la comprensibilità della “nuova” e vigente Costituzione è pressoché immutata. Tramite un’indagine di Lexedit – un software per l’analisi della comprensibilità dei testi normativi progettato per la Camera dei Deputati – si è scoperto che gli indici di leggibilità Gulpease ( indice che si basa sulla lunghezza di parole e periodi) il testo sottoposto a referendum e quello attuale risultano pressoché identici per quanto riguarda la chiarezza nella lettura: 46,3 il primo, 44,8 il secondo su una scala che va da 1 (poco leggibile) a 100 (molto leggibile).

Anche READ-IT – software che utilizza ulteriori parametri come la misura delle categorie morfo-sintattiche (percentuale e presenza di sostantivi, nomi propri, verbi ecc.) o la struttura sintattica e dipendenze (presenza e numero delle proposizioni principali e di quelle subordinate) – ha evidenziato che, per quanto riguarda il livello di difficoltà lessicale del testo, la riforma risulta più facile (62,9%) rispetto al testo vigente (68,7%).

Una delle principali critiche dal fronte del No riguarda la presunta incomprensibilità ed eccessiva lunghezza del testo costituzionale riformato. L’articolo 70, ad esempio, nella sua versione pre-riforma stabilisce che “la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”. Un principio apparentemente semplice e conciso paragonato al testo riformato composto da 438 parole anziché 9.

Ma allora come fa la riforma ad essere più leggibile?

Sebbene il testo vigente possa essere considerato più conciso, non per forza un concetto sintetico porta a una spiegazione chiara. Anzi, dietro tanta concisione si può celare moltissima confusione. Il disposto dell’articolo 70, a differenza della versione attuale, che non scandisce alcuna differenza fra le funzioni legislative di Camera e Senato, si divide sostanzialmente in due parti. La prima stabilisce puntualmente quali sono le leggi la cui approvazione rimane bicamerale, e la seconda stabilisce la competenza esclusiva della Camera rispetto all’approvazione di tutte le altre leggi. Quindi, pur essendo più lunga rispetto a quella pre-riforma, questa versione delimita con più chiarezza quali competenze spettano alle due camere.

Bene, possiamo archiviare anche questa sterile polemica e concentrarci su quanto la riforma cambierà la vita di tutti noi, Basta un Sì.

Dal sito www.bastaunsi.it

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