Rifiuti romani in Umbria? Perugia dice no: “Siamo su Scherzi a parte?”

Roma
ANSA/ANGELO CARCONI

Primi no alle ipotesi di trasferimento della spazzatura in altre città. L’assessora umbra: “La sindaca si facesse spiegare come funziona la gestione dei rifiuti”

I primi no alla “monnezza” romana arrivano sia dal Lazio che dall’Umbria. L’ipotesi avanzata ieri dalla sindaca Virginia Raggi ieri durante il Consiglio straordinario sui rifiuti è stata già bocciata da diversi sindaci – Orvieto, San Vittore del Lazio e Cassino – e ha ricevuto anche una risposta secca dalla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini che ha chiesto ironicamente “Siamo su scherzi a parte?”. Ieri infatti, la sindaca della Capitale aveva fatto riferimento anche all’impianto di Orvieto, parlando delle discariche in cui portare i rifiuti di Roma.

Dalla sua pagina Facebook, la governatrice ha aggiunto: “Attendo dichiarazioni dei 5 stelle umbri in merito ad Orvieto e Terni… ovviamente spero che la notizia sia infondata altrimenti mi trovano, questa volta, ai posti di combattimento…”. E anche l’assessora regionale all’Ambiente Fernanda Cecchini si unisce alle dichiarazioni della presidente e accusa Raggi di non conoscere il funzionamento dello smaltimento dei rifiuti: “Il sindaco di Roma ha scelto un assessore all’Ambiente altamente competente, quindi farebbe bene se si facesse spiegare come funziona la gestione dei rifiuti, perché forse non è al corrente del fatto che i rifiuti urbani destinati ad operazioni di smaltimento, devono essere smaltiti nella regione in cui vengono prodotti e che inoltre, per utilizzare gli impianti, non basta esserne proprietari, ma è necessaria una condivisione con le istituzioni locali e la comunità”

Un eventuale spostamento di rifiuti da Roma all’Umbria sarebbe possibile – ha spiegato ancora Cecchini – solo se si raggiungesse un’intesa tra le Regioni Umrbia e Lazio. “In ogni caso – ha aggiunto -, l’Umbria, sin da ora, dichiara la completa indisponibilità ad accogliere i Rifiuti di Roma, visto che il nostro obiettivo è garantire la durata più lunga possibile alle discariche dell’Umbria che dovranno lavorare esclusivamente al servizio della nostra comunità”.

È “bizzarro”, secondo l’assessora, che “per risolvere un’emergenza di un territorio che conta cinque milioni di abitanti, si chieda di utilizzare impianti di una regione che ne conta 900 mila, come appunto l’Umbria”.

Dal Lazio rispondono i sindaci di San Vittore del Lazio, Nadia Bucci, e di Cassino, in provincia di Frosinone, Carlo Maria D’Alessandro.

“In campagna elettorale, l’attuale sindaca di Roma, Virginia Raggi aveva illustrato una gestione dei Rifiuti del tutto diversa da quella che sta attuando. Pertanto, sia chiaro che il primo cittadino della Capitale non può e non deve risolvere l’emergenza rifiuti utilizzando il nostro territorio”, ha commentato Bucci che si è detta “pronta a mettere in campo tutte le azioni necessarie, di concerto anche con gli altri sindaci del territorio, per far sì che – aggiunge – per l’ennesima emergenza di Roma e per l’incompetenza politica del Movimento Cinque Stelle, a rimetterci siano ancora i cittadini del Lazio Meridionale”.

Le fa eco D’Alessandro: “L’emergenza rifiuti della Capitale non deve ricadere, per forza di cose, su altri territori come, ad esempio, il nostro. Il territorio di Cassino e del Lazio Meridionale, a livello ambientale, ormai da anni subisce situazioni di grave disagio. Sono pronto, confrontarmi con i sindaci del territorio per mettere in campo tutte le azioni, anche le più estreme, necessarie ad impedire il conferimento di ulteriori Rifiuti nel termovalorizzatore di Acea a San Vittore del Lazio“.

Insomma, sulla questione dei rifiuti romani sono tutti pronti a dichiarare guerra alla Capitale.

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