Riciclaggio di denaro. Nuovo fronte giudiziario in Vaticano

Vaticano
La nuova "Papa mobile" (Hyundai Santa Fe) usata oggi per la prima volta in piazza San Pietro durante l'Udienza generale di Papa Francesco, Citta' del Vaticano, 3 giugno 2015. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Nuovo fronte dopo i corvi: indagato Nattino per i conti dirottati in Svizzera. I pm italiani sullo Ior: “Per quarant’anni ha operato senza autorizzazioni”

E’ un nuovo fronte giudiziario e una nuova partita sulla trasparenza finanziaria quella che il Vaticano apre nei giorni della bufera del secondo Vatileaks. Si tratterebbe di riciclaggio di denaro per il quale è stata utilizzata l’Apsa, cioè l’ente che gestisce il patrimonio della Santa Sede. Il promotore di giustizia pontificio ha avviato le indagini su operazioni di compravendita di titoli e transazioni riconducibili a Giampietro Nattino, presidente di Banca Finnat Euramerica. Un provvedimento scattato dopo un rapporto dell’Autorità di informazione finanziaria. “Il medesimo ufficio – ha detto Lombardi – ha richiesto la collaborazione dell’autorità giudiziaria italiana e svizzera mediante lettere rogatorie”.

Secondo gli inquirenti vaticani Nattino avrebbe spostato conti Apsa con un saldo di oltre 2 milioni di euro in Svizzera alcuni giorni prima che il Vaticano introducesse regole più severe contro il riciclaggio. Il presidente di Finnat ha replicato: “Ribadisco di avere sempre operato nel pieno rispetto delle normative in vigore con la massima trasparenza e correttezza. Sono ovviamente a disposizione delle autorità competenti per ogni chiarimento”.

Un altro fronte è quello della procura di Roma sugli ex dirigenti dello Ior, Paolo Cipriani e Massimo Tulli. Sono accusati di abusiva attività bancaria e finanziaria per fatti avvenuti prima del 2011. Fino a quella data, infatti, lo Ior avrebbe gestito fondi e finanziamenti senza esserne autorizzato. Già sotto processo per violazione della normativa antiriciclaggio a seguito del sequestro, nel 2010, di 23 milioni di euro destinati a essere trasferiti da una filiale del Credito Artigiano alla Banca del Fucino e alla J.P. Morgan Frankfurt, i due rischiano un nuovo giudizio per esercizio abusivo dell’attività finanziaria e bancaria, oltre che per abusiva attività di raccolta del risparmio, dell’Istituto per le Opere di Religione. Il pm Stefano Rocco Fava, che si sta accingendo a chiudere questo nuovo capitolo di indagine, è convinto che per 40 anni, fino al 2011, la banca Vaticana abbia operato in Italia senza avere l’autorizzazione di Palazzo Koch per farlo, così come prevede il Testo Unico in materia bancaria. La procura di Roma intatto ha accertato che “per 40 anni, cioè fino al 2011, lo Ior, banca vaticana, ha operato in Italia senza essere autorizzata”.

Intanto il cardinale Tarcisio Bertone, ex segretario di Stato ed ex capo della commissione cardinalizia di vigilanza dello Ior, commenta, in un’intervista al Corriere della Sera, le ennesime notizie, contenute nel libro Via Crucis di Gianluigi Nuzzi. “E’ una vergogna, non so come difendermi, difendersi dalle calunnie è quasi impossibile. Le vittime sono impotenti”.

È “assolutamente surreale – aveva detto Padre Lombardi – pensare che il Vaticano decida cosa fare in base ai libri di Nuzzi o Fittipaldi”. Sui due libri in uscita che pubblicano diversi documenti segreti il portavoce ha detto che le rivelazioni di entrambi sono già superate dalle riforme del Papa: “La riorganizzazione dei dicasteri economici, la nomina del revisore generale, il funzionamento delle istituzioni di controllo delle attività economiche e finanziarie”.

Oggi però la Fondazione Bambino Gesù, Onlus dell’ospedale pediatrico della Santa Sede, ha nominato un nuovo consiglio direttivo, scelto direttamente dal cardinale Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin. Conseguenza delle irregolarità commesse dalla Fondazione e raccontate nel volume di Fittipaldi.

“I nuovi consiglieri – comunica l’ufficio stampa del Bambin Gesù – sono sette, compresa la neo presidente Mariella Enoc: Pietro Brunetti, Ferruccio De Bortoli, Maria Bianca Farina, Caterina Sansone, Anna Maria Tarantola e Antonio Zanardi Landi. Parolin, in un messaggio, li ha pubblicamente ringraziati “per aver accettato questo non facile compito, mossi da quel nobile spirito di servizio, umile e disinteressato, che deve contraddistinguere i discepoli di Gesu’ e, nel nostro caso, quanti lavorano, ai diversi livelli, nell’Ospedale del Papa”.

 

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