Richetti sulla vignetta di Vauro: “Chi ci augura la scossa, abbia rispetto per chi l’ha vissuta”

Leopolda 2016

Il deputato dem apre la kermesse arrivata alla sua settima edizione

La settima edizione della Leopolda coincide con un giorno particolare e carico di significati. Il 4 novembre è la festa dell’Unita nazionale e delle Forze armate, è l’anniversario dell’alluvione di Firenze del 1966 ma è anche una data che segna il rush finale per il futuro delle riforme, quello che si deciderà nelle urne del referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, tra un mese esatto.

Matteo Richetti, il deputato Pd che stasera a Firenze ha aperto la Leopolda di quest’anno ha ricordato il significato che, più degli altri anni, questa edizione porta con sé. Da una parte ricordando l’onore e la generosità del passato, dall’altra guardando al futuro e alle sfide che attendono il Paese. E poi il presente. Quello difficile e doloroso che l’Italia del terremoto è costretta ad attraversare. “Questa sera – dice il deputato dem appena salito sul palco – la Leopolda non ignora quello che è accaduto nel Paese e quelo che sta accandendo”, ma anzi se ne parlerà, e tanto, “senza pesantezza, ma con consapevolezza. La ricostruzione è affare che ci riguarda – ricorda – e riguarda ognuno di noi”.

Nel presentare la nuova edizione dell’appuntamento fiorentino, Richetti ricorda lo spirito che ha sempre animato tutte le edizioni passate della Leopolda e che animerà anche quella di quest’anno che anticipa di solo un mese l’appuntamento referendario. “Questo appuntamento non è solo un appuntamento per denunciare” – dice, ricordando che dopo le critiche sono arrivate sempre le proposte – “non ci è bastato solo dire che le cose non ci vanno. Il nostro avversario non è il fronte del no o chi vota altrove, il nostro avversario è colui che si ferma alla denuncia” e poi non fa nulla per cambiare.

Prima di passare la parola ai tanti interventi che si sono susseguiti durante la prima serata della kermesse, Richetti parla della vignetta che oggi Vauro ha deciso di dedicare alla manifestazione renziana e a cui il deputato si rivolge con “un saluto affettuoso, perché noi a differenza di altri non mancheremo mai di rispetto a nessuno” e poi con una parola ‘rispetto’, “non per noi, – conclude – ma per chi sotto per il terremoto ha perso dei cari e degli amici“.

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